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BASKET A1/m – Brindisi, Bucchi: “Lavoriamo per Cremona, dobbiamo capire quando correre di meno…”

(di Carmen VESCO) – Michelutti e Sist rimarranno a Brindisi fino al 2014. A renderlo noto la New Basket Brindisi che ha ufficializzato gli accordi presi rispettivamente con assistent coach e preparatore atletico. Segno tangibile di quella tanto declamata futuribilità della squadra e dei suoi progetti. Ma tra prolungamenti di contratti e programmazione, l'Enel è chiamata a dare prova sul campo. Non per questa domenica, però, perché si torna a giocare contro Cremona (in casa, domenica 14, ndr) fra poco più di sette giorni. Una settimana importantissima per trovare la giusta dimensione. Intanto parla Piero Bucchi in conferenza stampa. “Questa è la prestagione”. L’ha definita così, Piero Bucchi, coach dell’Enel Basket Brindisi, questa fase del campionato di A1. Una fase, non lo si può negare, molto delicata in cui, lo si è detto e ridetto, la squadra si sta conoscendo e sta cercando la sua forma fisica e mentale. Ebbene, però, va anche ricordato che si tratta di una fase in cui le partite non sono più amichevoli e che si gioca per i due punti. Una fase prestagione che dura, ce lo hanno spiegato, circa un mese. Brindisi parte dunque svantaggiata, o come si legge in quelle classifiche addobbate di asterischi “penalizzata”, di 4/6 punti? “Stiamo lavorando per essere più pronti nella prossima partita” ha risposto il coach bolognese che siede sulla panchina biancazzurra. In particolare, ha spiegato in occasione della consueta conferenza stampa infrasettimanale, che la squadra sta cercando quello che in gergo si chiama “feeling of the game”. Ovvero “arrivare a capire il ritmo della partita” come ha spiegato il tecnico che ha poi specificato “posso accettare gli errori, ma non che non si sappia capire quando è il momento di correre o meno”.

Siena e Varese. “Ho visto dei miglioramenti con Siena e ancora di più con Varese. In particolare con quest’ultima non abbiamo subito molto. Dobbiamo fare quei quattro/cinque errori in meno che ci hanno fatto sfuggire i canestri che ci servivano. Sono i dettagli che fanno la differenza, dobbiamo levigare le spigolature. Questa è una squadra che lavora molto in contropiede, faremo tesoro degli errori commessi e lavoreremo per evitarli” ha dichiarato Bucchi buttando un occhio indietro alle scorse gare sorvolando su ulteriori commenti agli “errori pacchiani” degli arbitri già analizzati ampiamente.

Notiziario pre-Cremona. Una domenica di stop utilissima per trovare il feeling di gioco e poi di nuovo campionato. “Contro Cremona dobbiamo stare in guardia – ha sentenziato il coach -. Al momento stanno tutti bene, facciamo gli allenamenti al completo e questo si vede dalla migliorata intensità di gioco che c’è mancata fino ad ora – riferisce –, stiamo mischiando i quintetti per conoscerci, e stiamo migliorando anche atleticamente. Quello su cui dobbiamo lavorare è la fatica mentale, l’abitudine a rimanere concentrati e la gestione degli ultimi minuti, che sono i più importanti” ha concluso lasciando la parola a Jerai Grant che lo ha accompagnato in conferenza.

Grant. “Prosegui a lavorare duro” è il consiglio che sta seguendo il figlio e nipote d’arte di due grandi nomi del basket internazionale. Jerai è un giocatore altruista, come lo ha definito Piero Bucchi, che dà moltissimo e ha una grande responsabilità. “Tutto questo per me è uno sprone a dare ancora di più, e i rimproveri del mio allenatore sono una motivazione. Vuol dire che vuole migliorarmi” ha detto, pronto a una settimana di lavoro per intendersi di più con i compagni e ambientarsi nell’ambiente cestitico italiano.