SOTTO I RIFLETTORI – Cuore e difesa gli ingredienti per un buon Lecce
Il Lecce mette la quarta – come le vittorie ottenute nel ciclo Cosmi – e il popolo giallorosso gode. La banda giallorossa riesce a centrare la seconda vittoria di fila, non capitava dallo scorso maggio, e come un predatore assetato di sangue resta alle calcagna del Siena di Sannino, che ha liquidato 4-1 il Palermo. I salentini vincono con lo stile di una grande squadra, soffrendo, ma con l'organizzazione giusta per pungere ad ogni occasione creata.
COLOMBIA POWER GIALLOROSSA – Avevamo parlato nei giorni scorsi di una sfida tra colombiani al Sant'Elia (QUI) e cosi è stato. L'accoppiata Muriel-Cuadrado ha auto la meglio, ma il migliore in casa isolana resta Ibarbo, chiedere a Miglionico. Muriel ha rotto la gara con una rete delle sue, Cuadrado ha blindato la fascia destra per contenere le avanzate del connazionale, tutto fare, rossoblu. Ai punti la spunta il numero 24 giallorosso grazie alla marcatura e all'assist per Bertolacci che sigla il goal vittoria.
DIFESA DI GRANITO – Il Cagliari ha attaccato a ciclo continuo con tutti gli effettivi. Ma Carrozzieri ha tirato su un muro di granito. Benassi, ancora decisivo, ha stoppato Larrivey e compagnia bella; il trio di difensori senza paura ha portato la croce, nonostante un rigore generoso concesso ai padroni di casa, con successo. Notevole anche il supporto degli esterni di centrocampo che hanno blindato gli esterni della linea difensiva leccese. Tomovic-Carrozzieri-Miglionico sono la linea Maginot che mancava a Di Francesco.
L'APPARIZIONE DI BERTOLACCI – Juventus e Udinese se lo ricordano bene, ma nel calcio è buona usanza bussare a più porte possibili per farsi notare. Andrea Bertolacci, scuola Roma, ha fatto fatica a convincere Cosmi e nel primo tempo l'allenatore di Perugia sembrava aver ragione. Poi il thè negli spogliatoi lo ha svegliato. Geometra e trivellatore di porte. Il goal, di rapina, circondato da avversari lo sblocca il resto viene da sè e con il talento che lo contraddistingue. La scuola Giacomazzi fa bene e si vede.
VISTA APPANNATA DDM – Il bomber di Guidonia ha la pistola inceppata. Oggi due occasioni, colossali, sprecate. Ma sarebbe ingeneroso crocefiggere Di Michele. Resta il capocannoniere leccese nonostante la mira imprecisa delle ultime giornate. Cosmi con linguaggio colorito si è lasciato andare ad un "ma come si fa". Forse tutte le attenzioni su Muriel lo stanno distraendo. Resta il fatto che il Lecce ha bisogno del suo Re più splendente per raggiungere, almeno, la diciassettesima piazza.
POLLICE VERSO, POLLICE ALTO – Le palme di migliori in campo vanno a quattro giocatori; Benassi, Carrozzieri, Giacomazzi e Muriel hanno trascinato il Lecce per 90'. In particolar modo Muriel che si può ormai definire un predestinato. Il pollice verso il suolo va a Di Michele e Miglionico un po' opachi in questa giornata gloriosa ed a uno stadio, il Sant'Elia, da 35mila persone fatiscente e praticamente deserto, per via di lavori che tardano a terminare. Sottolineati dalla panolada, con tanto di fazzoletti neri a lutto, dei sostenitori cagliaritani a inizio match.
