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L’AVVERSARIO – Difesa granitica ed attacco sempre insidioso per puntare ai playoff: il Cosenza di Roselli

Tra le tante sfide che caratterizzeranno l’undicesimo turno del Girone C del campionato di Lega Pro, spicca sicuramente Lecce-Cosenza, testa a testa tra settima e quarta in classifica già acceso dal prologo di Coppa. Quella tra i ragazzi di Braglia, candidati a lottare fino a fine torneo per la promozione, e quelli di Roselli, costruiti con mezzi inferiori ma ponti a stupire con vista play-off, non è solo una sfida d’alta quota, ma anche una grande classica del campionato italiano di terza serie.

Nei suoi 101 anni di storia, il Cosenza Calcio ha infatti disputato per la stragrande maggioranza tornei del terzo livello del calcio nazionale (ben 45), di cui 30 di Serie C-Lega Pro unica. Rispetto a quest’ultimo dato, solo Piacenza e Lecce hanno fatto meglio, ed ecco perché nonostante i salentini abbiano disputato gran parte degli ultimi quarant’anni tra Serie A e B ed i calabresi non abbiano mai preso parte alla massima serie, il “derby tra lupi” è una delle sfide che si è ripetuta più volte nella storia del calcio professionistico. In totale gli incroci tra le due compagini sono addirittura 69, con un bilancio in equilibrio ma che vede il club leccese in vantaggio 25 vittorie a 24, più 20 pareggi. Nelle sole gare in Salento, il Lecce è invece avanti 19-4 (i pareggi sono 11), con l’ultimo successo locale che coincide con l’ultimo precedente al “Via del Mare”: il 2 novembre 2014 un gol di Sacilotto regalò la vittoria alla squadra di Lerda. A vent’anni fa risale invece l’ultima vittoria rossoblu nei confronti disputati nel capoluogo salentino (Serie B ’94-’95, 1-2), mentre la gara più famosa resta l’ultima del campionato cadetto 1991/1992, quando un gol del giallorosso Maini negò al Cosenza la gioia della prima storica Serie A. L’ultimo incrocio tra i due club è invece, ovviamente, quello di mercoledì scorso nei sedicesimi di Coppa Italia Lega Pro, con la squadra di Braglia capace di vincere 1-3 eliminando così la squadra campionessa in carica.

La vittoria della Coppa di categoria è stato il più grande successo di una stagione, l’ultima disputata, comunque soddisfacente per la società del presidente Guarascio, capace di conquistare una salvezza tranquilla. Pur perdendo elementi importanti come Calderini e De Angelis, la dirigenza ha provato ad alzare l’asticella per il torneo in corso, mantenendo nella permanenza tranquilla l’obiettivo minimo ma non nascondendo le velleità di play-off. Ed infatti la classifica attuale vede i Lupi della Sila quarti in classifica, ad appena quattro punti dalla vetta e con una sola sconfitta al passivo, subita sul campo della vice-capolista Messina.

Un inizio niente male, dunque, per il confermatissimo tecnico Giorgio Roselli, che dopo le ottime cose fatte vedere nella passata stagione, prova a fare ancora meglio. L’allenatore umbro ha costruito una squadra che fa perno sull’ottima fase difensiva, che vede infatti in Tedeschi e compagni la compagine meno perforata del girone assieme a Casertana e Messina. Meno straripante l’attacco (i gol realizzati sono 8, come il Lecce), che può comunque contare su elementi con un passato in categorie superiori e che non sembra sentire la mancanza dei calciatori ceduti.

Per il suo 4-4-2, Roselli ha deciso di puntare tra i pali sull’ex Melfi Perina, uno dei migliori estremi difensori nella passata stagione. In difesa spazio a Corsi, Blondett, Tedeschi e Pinna, quest’ultimo con un passato nel Lecce. Le chiavi del centrocampo sono affidate ad Arrigoni, coadiuvato da Fiordilino in mezzo (Caccetta è stato out a lungo) e sulle fasce dall’imprevedibilità di Criaco e Statella. In attacco la stella è Arrighini, mentre per il luogo di partner si candidano Raimondi ed il bulgaro scuola-Udinese Vutov.

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