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LECCE – Mazzone, cuore salentino: “Giallorossi in B con Braglia in panchina, sarebbe perfetto”

Che Carlo (Sor Carletto per i più romantici) Mazzone avesse un rapporto speciale con Lecce e con il Lecce lo si sapeva da una trentina d’anni, ovvero da quando le loro strade si incrociarono per la prima volta. Non solo per la promozione in Serie A nel 1987, né esclusivamente per il campionato-record del 1989, ma soprattutto perché il carattere, i modi di fare e l’attaccamento alla maglia dimostrata dall’ex bandiera dell’Ascoli hanno lasciato un segno indelebile nel cuore della tifoseria leccese. Sulla panchina giallorossa, sulla quale Mazzone si è seduto dal 1985 al 1990, c’è ora Piero Braglia, da molti paragonato proprio al tecnico romano che lo ha allenato dal 1976 al 1980, tra Fiorentina e Catanzaro.

Intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, Carlo Mazzone ha detto la sua proprio sul neotecnico del Lecce, ma non solo: “Ho allenato Braglia quando ero ancora giovane, nei primi anni della mia carriera, e lui era ancora un ragazzo. Lo ringrazio molto per le parole che ha speso nei mie confronti, perché quando qualcuno ti ricorda vuol dire che qualcosa di buono l’hai fatto. Io ho conosciuto Piero come un ragazzo per bene, corretto, rispettoso e con tanta voglia di rendersi utile e farsi apprezzare. Io ho sempre puntato molto sul piano educativo, perché nei momenti più importanti del campionato è il temperamento che fa la differenza, e Braglia lo immagino molto simile a me. Anche per questo se il Lecce vincerà sarò contento due volte, perché ha vinto una squadra che tifo e perché ha vinto un mio allievo. Le difficoltà che hanno incontrato i giallorossi fino ad oggi? Il calcio è bizzarro, ha le sue leggi spietate, ma non bisogna smarrirsi e credo che il nuovo allenatore aiuterà molto in questo senso. Il campionato di Lega Pro nasconde poi molte insidie e capisco che la gente salentina, da sempre attaccatissima alla squadra, sia dispiaciuta, ma c’è tutto il tempo per risalire“.

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