TENNIS – Pennetta regina a New York, ma giù il cappello per Roberta Vinci
Un abbraccio lungo una vita. Sul centrale di Flushing Meadows, la scena più bella della serata di gala finale si è registrata non appena Flavia Pennetta ha messo a terra il punto decisivo, nel 76 62 che passerà agli archivi per ricordare il trionfo della brindisina. Un abbraccio vero, sincero, che vale da solo il prezzo del biglietto, per chi ha avuto la fortuna di assistervi, con mezzi propri o con mezzi pubblici.

Ieri ha vinto l’Italia. In ogni caso, anche se a trionfare fosse stata la monumentale Roberta Vinci, l’incubo degli anni a venire di Serena Williams. Tutta la nazione si è stretta attorno alle due splendide alfiere di Puglia, che hanno costruito le loro fortunate carriere sul lavoro, sul sacrificio, sulla passione, sulla semplicità, sull’umiltà. Quello che hanno raccolto sul cemento di New York è stato solo il giusto coronamento di una vita dedicata allo sport, basata su sudore e principi sani.
Settanta chilometri di strada, da Brindisi a Taranto, a separare un’amicizia cresciuta sui campetti di provincia, da ragazzine. Poi la crescita, umana e professionale, sino a questo 12 settembre 2015 che passerà alla storia come quell’11 luglio 1982, quel 17 giugno 1970, quel 2 agosto 1998, quel 9 luglio 2006 e tante tante altre.
Brave ragazze. Avete unito, seppur per poche ore, una nazione divisa in mille brandelli, e che, da domani, ricomincerà a dividersi su qualsiasi cosa. Noi ci godiamo questi bei momenti, che racconteremo ai nostri figli e nipoti. E non finiremo mai di applaudirvi.
