Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

LECCE – Mercato, nuova proprietà e Trinchera promossi a pieni voti. Ora sarà il campo a parlare

Per il nuovo corso dell’Unione Sportiva Lecce è buona la prima. Dopo gli adempimenti economici legati all’iscrizione al campionato di Lega Pro 2015/2016, realizzati comunque in compartecipazione con la vecchia gestione-Tesoro, per la nuova proprietà giallorossa targata Liguori-Sticchi Damiani-Tundo-Trinchera (i primi tre per l’ambito economico-amministrativo, il quarto per il settore tecnico) il primo vero banco di prova è stato l’allestimento della nuova squadra, dalla scelta dell’allenatore fino alle operazioni dell’ultim’ora il 31 agosto scorso. Un esordio vero e proprio per la dirigenza che, dati degli abbonati alla mano (ma anche a vedere l’affluenza per la prima di Coppa con il Catanzaro), sembra aver riacceso i precedentemente assopiti entusiasmi della piazza leccese, anche e soprattutto grazie ad un calciomercato estivo che ha raccolto consensi un po’ ovunque, tra addetti ai lavori e tifosi.

Capitolo allenatore. La scelta di puntare su Antonino Asta, alla prima esperienza sulla panchina di una big di categoria, ha sin da subito lasciato intendere quale sarebbero state le intenzioni della società: preferire la concretezza al “nome”, la voglia di arrivare in alto a quella di ritornarci dopo un passato pur glorioso, ma che ormai va lasciato alle spalle per concentrarsi meglio su nuovi traguardi che non vanno dati per scontati, errore peraltro pagato a carissimo prezzo e reiterato nelle ultime annate. Asta non è allenatore di prima fascia stando al breve curriculum, ma nella sua giovane carriera ha raccolto risultati (2 promozioni sfiorate di un nulla ed una ottenuta con Bassano e Monza in tre anni di esperienza) che gli consentono di meritare la fiducia dell’ambiente, in attesa che i nuovi risultati diano, con il tempo, il loro incontestabile responso. Una cosa è certa: optare per il tecnico di Alcamo è un’inversione di tendenza rispetto al passato e, visti gli esiti degli sfortunati anni precedenti, in casa Lecce si spera che questa scelta porti una ventata d’aria nuova anche sotto quel punto di vista.

Se per la panchina Trinchera ha voluto puntare su un allenatore che sprizza voglia di dimostrare il suo valore da ogni poro, la stessa strategia si è voluta seguire per i portieri. Ceduto giustamente l’ex titolare Caglioni, più che deludente nell’ultima stagione, i giallorossi possono contare su un parco estremi difensori almeno da Serie B e costituito da tre elementi che farebbero i titolari ovunque in Lega Pro, tanto da far pensare a qualcuno che si tratti di un grave spreco. In effetti un portiere di qualità ed esperienza come Max Benassi, un altro che (dopo essere stato titolare in B lo scorso anno a Varese) potrebbe benissimo fare il secondo in A come Filippo Perucchini, e quel Marco Bleve ormai prossimo ad esplodere dopo i due tornei da titolare a Martina, messi lì tutti insieme un po’ sprecati lo sono. Il mercato di alcuni club è però ancora aperto, e non è detto che Bleve possa concedersi ancora un anno di maturazione altrove. Al di là delle strategie prossime, il Lecce ha senza dubbio le spalle coperte.

In difesa la linea della società è stata chiara da subito: rivoluzione totale. Della deludente squadra che lo scorso ha fallito anche l’obiettivo minimo dei play-off, l’unico pienamente confermato è Andrea Beduschi (non per caso tra i più positivi nei primi cinque mesi del 2015), mentre per l’ex vice-capitano Giuseppe Abruzzese il passaggio al Monopoli sembra solo una formalità. Per il resto quattro nuovi terzini (compreso il rientrante Kalombo) e quattro nuovi centrali, di cui cinque provenienti da categorie superiori ma tutti (escluso il 19enne Gigli, pronto a garantire freschezza alla retroguardia) con quella fondamentale esperienza da terza serie. Tra tutti, spiccano Gianluca Freddi (richiesto da mezza Serie B) ed Alessandro Camisa, ma anche quel Matteo Liviero considerato, fino a due anni fa, uno dei terzini mancini italiani più promettenti.

Le operazioni di mercato per il reparto arretrato promettono dunque molto bene, ma è a centrocampo che il ds Trinchera ha realizzato un mezzo (in attesa sempre di responsi più concreti) capolavoro. Intorno allo zoccolo duro di chi la maglia giallorossa ce l’ha ormai tatuata (dalla nascita o “solo” da un paio d’anni) sulla pelle, ovvero i guerrieri Papini, Salvi ed il preziosissimo jolly Lepore, è stata allestita una mediana-trequarti potenzialmente straripante. Le esperte geometrie di De Feudis, la forza fisica e l’intelligenza tattica di Suciu, l’esuberanza e la tecnica del giovane talento Pessina, i dribbling di Surraco ed infine il potenziale esplosivo dell’incognita Vecsei (l’ungherese è destinato a far innamorare i tifosi o a lasciare il Salento da “meteora), rendono la zona nevralgica del campo (fondamentale per il modo di giocare di Asta) il probabile punto di forza del nuovo Lecce.

Infine, l’attacco. Acclamata ed ottenuta senza alcun patema d’animo, la conferma del bomber Moscardelli è la base su cui è stato costruito un settore avanzato che difficilmente risentirà delle partenze, consistenti solo numericamente, di Miccoli, Embalo, Gustavo, Herrera, Manconi e Della Rocca. Di contro, il colpaccio Curiale e l’arrivo della valida alternativa Diop, coniugate alle conferme di Doumbia e Carrozza (uniche ali in rosa assieme a Rosafio ed al giovane Cicerello), offrono a mister Asta la possibilità di puntare su più soluzioni offensive a costituzione di un attacco che potrebbe essere devastante. Il calciomercato estivo del nuovo Lecce è dunque promosso a pieni voti. Ora il tempo delle opinioni lascia spazio a quello delle partite, dei campionati. E, come sempre, sarà il campo a dire la verità.

[poll id=”7″]

Show CommentsClose Comments

Leave a comment