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NARDÒ – L’ex Monaco, complimenti e sassolini: “Felice per i neretini. Io non meritavo quel trattamento…”

Felice per un verso, amareggiato per l’altro. Le due facce della stessa medaglia, quella di Walter Monaco, sono discordanti tra loro. La bandiera granata, che già da calciatore – talentuoso fantasista – aveva fatto “impazzire” i tifosi neretini, voleva riprovarci, nella stagione appena conclusa, nelle vesti di allenatore.

Subentrato in corsa a Beppe Mosca, si era reso protagonista di un inizio incoraggiante, poi qualcosa non è andato per il verso giusto. «Sono stato esonerato – esordisce il tecnico leccese – dopo otto partite con una sola sconfitta, peraltro con la Virtus Francavilla (poi vincitrice del torneo, ndr). L’obiettivo della società erano i playoff, per i quali eravamo sul treno giusto, pienamente in corsa. Con quell’organico, magari con qualche ritocco che per il mercato di riparazione avevamo già programmato, avremmo centrato tranquillamente il traguardo. Io e il mio staff stavamo interpretando il ruolo da professionisti. Forse, non era il momento giusto per mandarmi via. Anche perché, per quanto tengo alla piazza, se le cose non fossero andate per il verso giusto, sarei stato io il primo a farmi da parte».

L’amarezza, però, per uno come Monaco che ha il Toro nel cuore, si è trasformata in gioia. «Mi ha fatto piacere – prosegue il tecnico 45enne – ammirare la piazza neretina esplodere in festa in quella maniera, così affascinante. A Nardò ci tengo in modo particolare, la considero la mia seconda casa. Sono contento per quei calciatori che ho avuto la fortuna di allenare, si meritano una gioia così».

Proprio nei giorni scorsi, il sodalizio del presidente Maurizio Fanuli ha scelto di proseguire il rapporto con Nicola Ragno, il tecnico che aveva rilevato la squadra da Monaco trascinandola alla Serie D, passando per i playoff nazionali. «È un allenatore – riconosce Monaco – valido ed esperto. A lui rivolgo un sincero in bocca al lupo per il prosieguo della sua avventura. Così come auguro i migliori successi a Nardò, una piazza – conclude – che non dimenticherò mai». Comunque vada.

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