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IL CORSIVO – Di Francesco, Cosmi, il cetriolo e le gambe “da spezzare”

Puntuali come un orologio svizzero, i vertici di via Templari hanno rotto gli indugi: dopo 24 ore, via Di Francesco, “prego, si accomodi” a Serse Cosmi. Il cambio sulla panchina giallorossa aleggiava da tempo. Ci hanno pensato Lavezzi, Cavani e Dzemaili a dare l’ultima spintarella al tecnico pescarese che chiude in malo modo la sua avventura in Salento con soli otto punti in tredici gare ed un progetto di squadra e di gioco che è rimasto solo sulla carta.

D’altronde, in un paese che ha il vizio di affibbiare le colpe come fossero noccioline ed in cui è sempre colpa di qualcun’altro, era pure naturale che la società potesse subito trovare un capro espiatorio. Caro Eusebio, il cetriolo è toccato a te. Ovviamente, non si potevano esonerare 28 calciatori, tra i quali sono pochi quelli che possono avere la coscienza pulita, in questo primo scorcio di campionato. “Mi cacci pure. Se non mi caccia lei, mi cacciano lo stesso” – pare che abbia detto sabato sera all’arbitro Romeo, che gli si era avvicinato con l’intenzione di reduarguirlo solo verbalmente. Era solo questione di ore.

Dal 24 giugno al 4 dicembre. Centosessantatre giorni è durato il matrimonio tra Di Francesco e la panchina del Via del Mare. A sua disposizione gli è stato messo un manipolo di giovanotti di belle speranze, dai quali, l’ormai ex tecnico giallorosso, non ha saputo trarre molto succo. Eppure, Di Francesco le ha provate tutte. Tanti i moduli cambiati, così come gli attori sul palcoscenico. Il risultato è più che sconfortante: Lecce ultimo, peggiore difesa del campionato e secondo peggior attacco. Ma è davvero tutta colpa sua?

D’ora in poi toccherà a Cosmi provare a capirci qualcosa. I tifosi se lo auspicano con tutte le loro forze, ma Cosmi non è Mourinho, né Ferguson. Forse la sua arma in più è il carattere alla Sergente Maggiore Hartman. Certo è che questa squadra non ha solo bisogno di una strigliatona generale, ma anche e soprattutto di essere rinforzata con almeno un intervento per ogni settore.

C’è ancora tutto il tempo per rimediare. In bocca al lupo, Serse. Fidati, ne avrai bisogno. In bocca al lupo, Eusebio. Quando ripasserai di qua, caffè e pasticciotto pagato.