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[ESCLUSIVA SS] LECCE – Piangerelli: “Quel Lecce-Palermo, qualcosa d’incredibile…”

Domenica Cesena contro Lecce una lunga rivalità, due storie diverse, ma con punti di contatto. In questo caso il punto di contatto si chiama Luigi Piangerelli, centrocampista classe '73, che ha vestito sia il bianconero che il giallorosso. A Cesena dal 1991 al 1997 per poi tornare in Romagna nel biennio 2009-2011 concludendo la carriera. A Lecce invece dal 1997 al 2004 con 190 presenze totalizzate in campionato che si sommano alle 22 della Coppa Italia.

I microfoni di SalentoSport lo hanno raggiunto e ci siamo fatti raccontare la sua Cesena-Lecce.

Piangerelli partiamo con una domanda da dentro o fuori: un pronostico per domenica…
"Mi gioco la doppia 1-2, gara delicatissima nessuna delle due squadre può pareggiare. Il Cesena deve prendere la vittoria cosi come il Lecce, in questo caso la X rischia di far staccare le due compagini sul fondo e recuperare a quel punto diventa difficile".

Il Lecce col Novara ha fatto fatica…
"Sicuramente domenica scorsa i piemontesi hanno giocato meglio, i salentini sono stati troppo confusionari. La Serie A la seguo con attenzione e il Lecce resta indecifrabile, il primo tempo col Milan al "Via del Mare" mi ha sbalordito".

Il Lecce ha abituato i suoi tifosi ad essere fuori dagli schemi…
"Sicuramente, sempre molto imprevedibile ed enigmatico il Lecce".

Cambiamo argomento e passiamo alle rose di Cesena e Lecce, quale giocatore le somiglia di più?
"Non saprei, non mi piace fare paragoni. A Cesena un vero e proprio mediano non c'è, hanno giocatori maggiormente fantasiosi e di spinta sulle ali, ma neanche nel Lecce riconosco un giocatore mediano con le mie caratteristiche".

Un giocatore che come caratteristiche leggermente le somiglia resta Giacomazzi…
"Guillermo è un amico e anno dopo anno ha raggiunto una grande maturazione tattica. Lui ha caratteristiche più spiccatamente offensive delle mie, basta vedere la sua media realizzativa, ma riesce anche a coprire bene in mezzo al campo".

""Giacomazzi le ha soffiato il record di presenze in serie A con la maglia giallorossa…
"Se dovevo scegliere avrei proprio indicato lui come mio successore. Sono felice che abbia ottenuto questo risultato, lascerà ancora il segno con la maglia salentina".

Torniamo alla sfida di domenica, lei un Cesena-Lecce lo ha deciso Coppa Italia stagione 1997-98…
"Era una delle mie prime partite a Lecce, nel secondo tempo realizzai la rete decisiva della vittoria, 1-0 se non sbaglio (sorride, ndr)".

La risata mi riconduce invece a Lecce-Cesena 1-2, 14 maggio 2010, un brivido sulla schiena di tutta Lecce…
"Per noi era fondamentale vincere, infatti quei tre punti ci hanno permesso di staccare il biglietto per la Serie A. Ma sono stato molto felice che quella vittoria non abbia compromesso il trionfo in campionato con promozione dei giallorossi. Anche se quella sera Malonga fu strepitoso".

Ora svestita la camiseta da calcio ha trovato un ruolo dirigenziale a Cesena. Difficile lo stacco?
"Rimanere nell'ambiente calcistico per me era una prerogativa. Il Cesena mi ha dato questa possibilità e l'ho colta al volo. Ora mi occupo del settore giovanile e il poter formare le nuove leve è la cosa che mi dà maggiori soddisfazioni".

A proposito di giovani lei tempo fa aveva asserito che avrebbe preferito incontrare Prandelli in età più giovanile…
"La prima volta l'ho incotrato a Lecce quando avevo 25 anni. Nei pochi mesi della sua permanenza a Lecce mi ha fornito grandissimi insegnamenti. Sono comunque contento di aver avuto modo di lavorare con un allenatore con spiccate doti umane e lavorative come le sue. E' il tecnico che ogni giovane dovrebbe incontrare".

""Lei ha vissuto gli anni del Lecce migliore di sempre…
"Erano i primi anni dei Semeraro e tutti ci tenevano a far bene. Il gruppo era fantastico e molto coeso, questa era la nostra forza. Ma, non posso scordare il pubblico salentino. La gente ci seguiva ovunque".

Ha giocato con tanti giocatori a Lecce che oggi sono top player, uno su tutti?
"Ho sempre avuto un debole per Mirko Vucinic. Il suo primo anno a Lecce lo avevo come compagno di camera in ritiro, mi accorsi subito che era un fenomeno, colpi così non te li insegna nessuno. Un vero talento, amo ammirarlo ancora oggi con la maglia della Juventus. Da menzionare anche calciatori del livello di Ledesma e Bojinov".

Invece i momenti migliori con la casacca giallorossa, i ricordi?
"Tantissimi. A partire dai 10mila tifosi che ci hanno incitato a Verona contro il Chievo – vittoria 2-1 che valse il ritorno in massima serie – allo stadio "Via del Mare" stracolmo col Torino che ci ha sospinti verso la salvezza. Ma, rimane ricordo indelebile il 7 giugno 2003: Lecce-Palermo 3-0. Lo stadio, il gemellaggio tra tifoserie, i palermitani che festeggiavano la promozione dei salentini, qualcosa d'incredibile…"

Prima di lasciarci scelga uno dei suoi cinque goal segnati con la maglia del Lecce e ci dica a quel è più legato.
"Di goal ne ho realizzati pochi, ma senza dubbio scelgo quello contro l'Inter. Al volo poi era la rete del momentaneo pareggio anche se Recoba con la sua doppietta alla fine ci sconfisse…"