GALATONE – Il bello del calcio, l’Alberobello scaccia il razzismo e “coccola” il giallorosso Diop
Il calcio dice no al razzismo. E lo fa nella città del galateo. Occorre fare un passo indietro per comprendere quanto accaduto ieri: era il 14 dicembre 2014 quando, nel corso del quattordicesimo turno di campionato del girone B di Promozione, durante Real Alberobello-Galatone, il direttore di gara udì dei presunti cori discriminatori a sfondo razziale (nei confronti del centrocampista di colore degli ospiti, Mamadou Diop) levarsi dagli spalti dell’impianto di Castellana (che ospita le gare interne del complesso barese). Ciò indusse quindi il Giudice sportivo a comminare la disputa di una giornata in campo neutro ed a porte chiuse all’Alberobello.

A nulla valse il comunicato del Galatone, nel quale il club precisava che “i tifosi dell’Alberobello hanno tenuto un comportamento corretto e leale durante l’intero svolgimento della gara, rispettando i calciatori della squadra ospite, senza rivolgere loro offese di alcun tipo”. E nemmeno il pensiero del diretto interessato, il senegalese classe ’96 Diop, il quale fece sapere di “non aver sentito alcuna offesa di stampo razziale nei propri confronti”.
Domenica scorsa invece, prima del fischio di inizio del nuovo incrocio tra i due club previsto dal girone di ritorno, l’assessore allo sport della città di Alberobello, Pietro Susca, ha voluto omaggiare di una targa simbolica l’ex Copertino Diop, regalandogli inoltre un soggiorno per due persone con pranzo nella città dei trulli. Presenti anche il primo cittadino galatonese, Livio Nisi, e l’assessore allo sport Aurelio Colazzo, omaggiati anche loro di un trullo artigianale. Tra gli apprezzamenti della città del galateo, Alberobello tira un calcio e spazza via le accuse di razzismo. Scrivendo così una bella pagina di sport.
