NARDO’ – De Toma: “Un onore essere il capitano del Toro”
“Another brick in the wall”, cantavano i Pink Floyd. Nel muro della difesa del Nardò il mattone più “pesante” si chiama Giovanni De Toma. Il centrale di Trepuzzi ha sposato in estate il progetto granata, diventandone presto un elemento imprescindibile, per qualità e carisma, dello scacchiere disegnato dal tecnico Longo (peraltro anch'egli di Trepuzzi). Con l'argentino Mirabet, De Toma forma una delle coppie meglio assortite del torneo.
Giovanni, ad inizio stagione ci avreste messo la firma per un inizio così?
«Personalmente no. Questa squadra ha nel dna la conquista del massimo risultato, sempre. Un mese fa siamo partiti con qualche dubbio, dovevamo ancora conoscerci e affinare l'intesa. Ora con il lavoro va molto meglio e credo che continuando così potremo toglierci grandi soddisfazioni».
De Toma-Mirabet, una delle coppie più affiatate del girone…
«Maximiliano è un ottimo difensore. E' un ragazzo che ho conosciuto quest'anno e devo dire che mi ha notevolmente impressionato. Il suo caso testimonia il fatto che non per forza occorre sborsare cifre folli per accaparrarsi i bravi calciatori. Se si opera con competenza nel mercato, si può scovare dei talenti magari contenendo le spese».
Chi ti ha impressionato maggiormente tra i tuoi compagni?
«Conoscevo Pereyra per averlo affrontato l'anno scorso, e devo ammettere che già si notava che era di un tasso tecnico superiore alla media. Tutti gli argentini sono molto bravi. Per me è stata una piacevole scoperta. Sono veramente contento del lavoro svolto in sede di campagna acquisti dalla dirigenza».
Dopo 17 anni di semiprofessionismo sei sceso in Serie D, prima con il Casarano e poi con il Toro. Gli addetti ai lavori si chiedono cosa ci faccia De Toma in questa categoria. Nutri qualche rimpianto?
«Non ho alcun tipo di rimpianti, ovunque sono andato ho sempre dato il massimo. La scorsa stagione sono sceso in Serie D, sposando un progetto importante a Casarano, il cui obiettivo era quello di vincere il campionato. Poi qualcosa è andato storto. Nella sessione di mercato estiva è invece arrivata la chiamata granata. Un club prestigioso con dei tifosi fantastici: impossibile rifiutare».
Il carisma di De Toma ha convinto mister Longo ad assegnargli la fascia di capitano: “Un onore -commenta il difensore-. Sono orgoglioso, questo è uno stimolo per essere da esempio verso i più giovani”.
