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NARDÒ – Sette tifosi denunciati e inibiti ad assistere alle manifestazioni sportive

Il 21 agosto u.s. dalle ore 20.30, presso lo stadio comunale di Nardò si è disputato l'incontro amichevole di calcio Nardò-Gallipoli. Al termine dell'incontro, vinto dalla compagine gallipolina, dalla tribuna dei tifosi locali un gruppo di giovani lasciava velocemente gli spalti per raggiungere il settore ospiti ove circa sessanta persone erano in attesa del deflusso.

La manovra suddetta non sfuggiva alla polizia presente in servizio di ordine pubblico che operava uno sbarramento sull'incrocio all'altezza del distributore Agip, allo scopo di scongiurare contatti tra le tifoserie. Nonostante ciò il gruppo di neretini, alcuni dei quali travisati, iniziava un fitto lancio di sassi e bottiglie indirizzato contro le forze dell'ordine.

Gli incidenti si protraevano per più di un'ora, vale a dire fino all'arrivo di un contingente del Reparto Mobile, giunto in ausilio della forza presente, con l'apporto del quale si provvedeva a mettere in sicurezza la tifoseria ospite che poteva finalmente abbandonare lo stadio.

Per i fatti sopra esposti gli Agenti del Commissariato di Nardò effettuavano un'attività investigativa anche con l'ausilio dei filmati opportunamente effettuati da personale della Polizia Scientifica, che permetteva di denunciare all'Autorità Giudiziaria 7 persone, tra cui 4 maggiorenni e 3 minorenni, tutti di Nardò, per il reato di lancio di materiale pericoloso. Conseguentemente con provvedimento del Questore di Lecce veniva applicata la sanzione del D.A.S.P.O. (Divieto di accesso alle manifestazioni sportive) nella misura di 2 anni per i maggiorenni ed 1 anno per i minori.

Un particolare degno di nota: dall'esame dei filmati è emerso che nella zona nevralgica teatro degli scontri, oltre ad un diciassettenne, poi identificato e denunciato, era presente, a pochi metri di distanza, anche il padre 41 enne di Nardò che vedendo il figlio lanciare pietre verso le Forze dell'Ordine, rimaneva assolutamente inerte.

Quest'uomo ovviamente non è stato denunciato per lancio di oggetti o altro ma, identificato, è stato deferito alla Magistratura Ordinaria ed al Tribunale per i Minorenni che approfondiranno in particolare il comportamento omissivo rispetto ai doveri di padre.