Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

IL CORSIVO – Dopo 18 anni, anche al Dall’Ara si balla la pizzica

Trionfare a Bologna è una soddisfazione doppia per la colonia di salentini che nella città delle due Torri ci abita, ci studia e/o ci lavora. Una gioia attesa ben più di 18 anni. Da quel 6 giugno 1993, quando Orlandini, Scarchilli e Morello firmarono la promozione, di fatto, del Lecce e la retrocessione degli emiliani in serie C.

Da quel momento in poi, il Lecce ha raccolto solo briciole e amarezze. Un 2-0 dal Bologna di Uliveri (dicembre ’97), idem da quello di Buso (ottobre ’99), poi un atroce 2-2 nel giugno del 2001, con Ingesson che si faceva parare da Pagliuca il rigore-salvezza, a una manciata di secondi dalla fine. Per fortuna, ci pensò Gaetano Vasari, sette giorni dopo, a regolare, con una doppietta, la Lazio di Nesta e Crespo e a regalare una salvezza ai giallorossi di Cavasin.

E ancora: una rocambolesca sconfitta per 4-3 nel marzo 2002, con il Lecce due volte in vantaggio (due gol di Popescu) e due volte ripreso e beffato sul palo da una rete di Fresi. Un inutile 1-1 nel maggio del 2004, punto strappato in pieno recupero da una rete di Chevanton. Bologna amara, amarissima, per i tanti tifosi giallorossi, costretti a sopportare gli sfottò dei loro colleghi di lavoro o di studio. Ci si mette pure Zeman nel novembre 2004: al Dall’Ara è – stranamente – 0-0, al termine di una gara comunque ben giocata.

Altra grandinata di reti sul groppone nel dicembre 2006. Bellucci due volte e Zauri, firmano un 3-1 rossoblu, vanamente mitigato dalla rete di Valdes. Piove, diluvia, il 6 ottobre 2007 su Bologna. I tanti tifosi giallorossi che invasero il Dall’Ara, per assistere all’ottava giornata del campionato di serie B 2007-08, si beccarono non solo una rete di Davide Bombardini, ma anche il diluvio universale addosso. Da ricordare come, gli avidi addetti al chiosco di ristorazione del Dall’Ara, settore Curva Ospiti, vendettero ai fradici tifosi giallorossi (in cerca di qualcosa per coprirsi) dei sacchi neri da spazzatura all’assurdo prezzo di un euro ciascuno.

Che amarezza per il popolo giallorosso, poi, nel maggio del 2009. Il Bologna vinse 2-1, con un gol in fuorigioco chilometrico di Marco Di Vaio. Volpi, poi, completò l’opera al 94′, firmando la retrocessione del Lecce in B. Arbitro, Orsato di Schio, un nome che va ricordato in eterno.

A secco anche l’anno scorso. Quando tutto sembrava portare verso uno 0-0 stampato, prima Di Vaio, poi Gimenez, diedero due ceffoni al Lecce di De Canio che di lì a qualche giorno, prima fermò l’Inter, poi perse quattro partite di fila.

Il resto è storia di ieri. Ci sono voluti 6.678 giorni al Lecce ma alla fine ce l’ha fatta ad uscire col sorriso dalla trasferta di Bologna. Per i tifosi giallorossi, veder ancora una volta la faccia triste di Gillet a fine partita, dopo soli quattro mesi da quel derby del San Nicola, vale tutto il prezzo del biglietto. Ma gioire per almeno un anno, ridendo in faccia ai colleghi di lavoro o di studio bolognesi e sfottendoli dopo quasi due decenni di sconfitte, o giù di lì, vale molto ma molto di più. Uscire tra gli applausi dello sportivissimo pubblico bolognese, è stato il valore aggiunto. Le Due Torri, da ieri, ballano la pizzica.