SERIE D – Presicce, dai gol ai ferri: “Cinque mesi ai box, ma tornerò più forte di prima”
Da “crack” del panorama calcistico salentino al “crack” del suo ginocchio sinistro. Verrà operato nelle prossime settimane, l’attaccante Andrea Presicce, vittima di un brutto infortunio in allenamento, la rottura del crociato, che lo ha costretto a chiudere anzitempo il suo campionato di Serie D. «Andava tutto così bene – racconta il talento neretino – gol, assist, giocate: mi riusciva tutto a meraviglia. Non ci voleva, davvero». Tre reti in undici presenze: un bel bottino per il classe ’90 che, nel mercato dicembrino, si era accasato a Bisceglie. «Dove mi sono ambientato benissimo – prosegue – beneficiando dell’ottima accoglienza, ho metabolizzato subito i dettami tattici e stavo giocando con estrema regolarità. Fino, appunto, all’infortunio: è il rischio del mestiere».
Il suo recente passato, prim’ancora dell’approdo in terra barese, lo ha visto protagonista col Gallipoli. «La stagione – spiega Presicce – si era aperta nel migliore dei modi: con mister Sergio Volturo esprimevamo un gran calcio. Nonostante il nostro obiettivo fosse la salvezza, dopo le prime sette-otto giornate eravamo tra le prime della classe. Poi abbiamo accusato un fisiologico calo generale, senza tuttavia allontanarci dalla zona playoff. Le note vicende societarie hanno sconvolto i piani, ma non nascondo il mio malincuore quando ho lasciato il sodalizio giallorosso. In riva allo Ionio, con mister Antonio Calabro alla guida, ho vinto un campionato di Eccellenza e mi sono sempre espresso su buoni livelli. Credo di aver lasciato un bel ricordo, così come belli e intensi sono stati i momenti che il Gallipoli ha regalato a me». I tempi di recupero saranno, inevitabilmente, lunghi. «Cinque o sei mesi ai box – confida l’ex di Nardò, Casarano e Racale – e sarò pronto a tornare in campo. Ringrazio chi, come la mia famiglia e la mia ragazza Alessia, in questo momento buio mi offre supporto infondendomi voglia di ripartire. Tornerò più forte di prima», conclude Presicce. Come non credergli.
