LECCE – Da giovane tecnico prodigio ai massimi successi in campo giovanile: tutto su Alberto Bollini
Da questa mattina il Lecce ha un nuovo allenatore: Alberto Bollini, fino a poche ore fa responsabile del settore giovanile della Lazio. Sarà suo il compito di raddrizzare una stagione, quella giallorossa, partita sotto i migliori auspici e che è improvvisamente deragliata da dicembre in poi, registrando i fallimenti degli allenatori Lerda e Pagliari. Un compito di certo non facile, in una piazza che mette sotto costante pressione i suoi beniamini, per un tecnico che fa della programmazione la sua arma migliore.
Quarantottenne nativo di Poggio Rusco, provincia di Mantova, è sulla panchina della compagine della cittadina locale, la Poggese, che muove i primi passi da allenatore tra i dilettanti non ancora ventenne, dopo aver abbandonato i sogni da calciatore a causa di un grave infortunio al perone quando era nella squadra Beretti del club biancoblu. La sua prima esperieza da giovanissimo tecnico professionista è invece arrivata nel 1988 con il passaggio alla più blasonata Massese, con cui nel 1990/1991 ha conquistato la promozione in Serie C1. Nel 1992 l’approdo al Crevalcore, in Serie D, portato in quattro anni dall’Interregionale alla terza serie nazionale, prima del fallimento della società bolognese. I successi ottenuti non ancora trentenne lo fanno approdare al Modena, dapprima come tecnico della Primavera e, successivamente sul finire delle stagioni 1996/1997 e 1997/1998, come allenatore della prima squadra chiamato a riparare agli errori commessi dai tecnici che lo hanno preceduto. In particolare, nel 1997, fu chiamato all’arduo compito di salvare i gialloblu in piena zona retrocessione e riuscì nell’intento dopo una rincorsa all’ultimo punto. Nel 1999 arriva la chiamata dell’ambiziosa Lazio di Cragnotti, che lo ingaggia come tecnico della Primavera alla cui guida conquista lo Scudetto di categoria nel 2001.
Dopo quattro anni in biancoceleste, complici le novità dirigenziali decide di cambiare e riprovare l’esperienza in Seire C, ancora una volta con buoni risultati. All’Igea Virtus sfiora i playoff nel 2003/2004, obiettivo centrato solo un anno dopo alla guida della Valenzana, con cui andò vicino ad una storica promozione, perdendo solo la finale con il Pizzighettone. Nel 2006 torna a guidare una formazione Primavera, stavolta quella della Sampdoria, che al primo tentativo contribuisce a portare alla finale Scudetto persa di misura contro l’Inter. Seguono due anni nelle giovanili della Fiorentina prima del ritorno alla Lazio, nel 2010. In biancoceleste segna un’epoca, con la compagine capitolina Primavera che diventa prima del ranking nazionale di categoria ed è cliente fisso della final eight per la conquista del campionato. Dopo la finale persa nel 2012 sempre con l’Inter, un anno dopo arriva il secondo Scudetto della sua avventura laziale. I suoi buoni risultati lo portano ad essere scelto per affiancare Reja sulla panchina della prima squadra circa a metà della passata stagione, contribuendo a sfiorare la qualificazione all’Europa League. All’inizio del 2014/2015, viene invece scelto da Claudio Lotito come responsabile dell’intero settore giovanile della Lazio, salvo poi interrompere l’incarico dopo aver accettato la proposta del Lecce.
