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LECCE – Il Pagellone del girone d’andata: Martinez e Lepore i migliori, sorpresa Sacilotto. Deludono Carrozza e Lopez

Il campionato è giunto al giro di boa ed in casa Lecce è tempo di bilanci, per capire cosa ha funzionato e cosa no. Noi abbiamo detto la nostra nel calssico Pagellone del girone d’andata.

PORTIERI:

Caglioni 6,5 – Fino al mese di novembre, fatta eccezione per la trasferta di Messina, aveva vissuto pomeriggi di assoluta serenità. Complice una difesa quasi impeccabile, il gigante bergamasco si limitava spesso ad ordinaria amministrazione, salvo farsi trovare pronto (vedi Paganese) le poche volte che era chiamato in causa. Poi qualcosa si è inceppato e lui è stato tra i primi a risentirne, perché troppo spesso costretto a raccogliere palloni dal sacco. I compagni devono ringraziarlo se i passivi di fine girone non sono stati poi così ampi (18 presenze 17 reti subite; media voto 6,09)

Petrachi 6 – Il portierone di Melendugno si conferma riserva di lusso, facendosi trovare prondo quando chiamato in causa. Alla prima giornata è uno dei pochi a salvarsi nella debacle con la Lupa Roma. Conta anche una presenza in Coppa Italia Lega Pro con il Matera, in cui fa miracoli guadagnandosi la palma di migliore dei suoi (1 presenza 2 reti subite; media voto 6)

DIFENSORI:

Donida 5 – Arrivato in estate come giovane promettente dotato di grande corsa e capace di giocare su entrambe le fasce, è stato tra le più grandi delusioni della prima metà di stagione. Disastroso nell’esordio di Aprilia così come nell’ultima gara con la Vigor Lamezia, ha sin da subito palesato gravi lacune tecniche, facendo sentire pesante come un macigno la mancanza di un terzino destro di ruolo e di una valida alternativa a Lopez sulla sinistra. Avrebbe le potenzialità per fare meglio, ma ad oggi è inadatto ad un palcoscenico come Lecce (9 presenze 0 reti; media voto 5,45)

Martinez 7 – In estate era, della vecchia guardia, il difensore meno quotato per essere confermato e una sua cessione appariva imminente. Rimasto un po’ a sorpresa, la sua conferma si è trasformata in una vera e propria manna dal cielo. Vista l’emergenza infortuni in cui la retroguardia giallorossa riversa sin dalle prime uscite, il suo impiego è dapprima apparso obbligato, salvo poi diventare indispensabile viste le sue prestazioni quasi sempre impeccabili. L’età avanza ma il costaricano sembra non essersene accorto. Sono nel finale di girone ha subito un calo, dimostrato di non poter reggere da solo l’involuzione subita dalla squadra (18 presenze 0 reti; media voto 6,3)

Abruzzese 6 – Alla vigilia del campionato la guida della difesa doveva essere cosa sua. Partito bene, in corso d’opera ha altalenato prove d’autore con qualche prestazione in affanno, costretto troppo spesso ad appoggiarsi alla sempre pronta spalla del più dinamico compagno di reparto Martinez. Nelle gare in cui non c’era, il Lecce ha comunque sempre sofferto la sua assenza, e per ritrovare solidità in retroguardia Pagliari deve partire da lui (15 presenze 2 reti; media voto 6,09)

Lopez 5 – Tra i confermati dall’anno scorso, la più grande delusione della prima metà di campionato. Se gli errori di inesperienza di Donida possono essere comprensibili, davvero non si possono giustificare le troppe uscite a vuoto che il terzino uruguagio ha avuto negli ultimi mesi. I Tesoro hanno sudato sette e più camicie per accaparrarsene le prestazioni, ma lui ha deluso le aspettative alternando prove da vero Lopez a prestazioni da pericolo pubblico per la propria difesa. L’espulsione di Messina ed il rigore di Ischia le “bravate” dettate da ingiustificata eccessiva irruenza che sono costate care alla squadra (15 presenze 0 reti; media voto 5,58)

Carini 4 – Il giorno della presentazione della squadra, Savino Tesoro lo aveva acclamato come il colpo dell’anno per la difesa. L’ex Modena e Padova è apparso disastroso in ogni uscita, commettendo errori gravi con Lupa Roma, Paganese e Messina (unica prova positiva in Coppa con il Matera) e guadagnandosi la rescissione del contratto già a dicembre (7 presenze 0 reti; media voto 5,4)

D’Ambrosio sv – Martellato dai fastidi fisici, è sceso in campo solo per pochi minuti. Il suo recupero è fondamentale, o il Lecce dovrà intervenire sul mercato terzini (2 presenze 0 reti; media voto sv)

Vinetot sv – Reduce da un lungo infortunio, la sfortunata prova, non solo per demerito suo, con la Vigor Lamezia, è troppo poco per giudicarne l’operato (3 presenze 0 reti; media voto 5)

Rullo sv – Una sola presenza all’esordio per confermarsi elemento più da spogliatoio che da campo (1 presenza 0 reti; media voto 5)

CENTROCAMPISTI:

Bogliacino 6 – L’età non gli consente più di essere a completo servizio dei compagni, ma quando viene chiamato in causa sa ancora come fare la differenza. Sole cinque presenze per far capire che, in caso di bisogno, sa farsi trovare pronto (5 presenze 2 reti; media voto 6,3)

Filipe Gomes 5 – Acquistato dal Perugia neopromosso in B per dare qualità al centrocampo, le sue prestazioni all’altezza delle ambizioni del Lecce si contano sulle dita di una mano. Regista mai in grado di prendere l’iniziativa, troppo spesso si è limitato al compitino senza cercare mai la giocata, e lasciando intravedere solo una piccola percentuale delle sue qualità. Se continua così, non rimarrà certo impresso nella mente dei tifosi giallorossi, che fanno già fatica ad accorgersi della sua presenza in campo non fosse per qualche strafalcione in fase difensiva (14 presenze 0 reti; media voto 5,5)

Lepore 7 – Accolto come un eroe al momento del ritorno in giallorosso, il figliol prodigo è, per media voto, il migliore di questa prima metà di stagione. Dopo una prima parte di campionato saltata per squalifica, l’ex Varese ha esordito a Messina risultando il migliore in campo. Di seguito, tante buone prestazioni in cui ha messo in campo tutto il suo attaccamento alla maglia, sfornando assist a ripetizione e realizzando un bellissimo gol, sotto la sua Nord, con la Vigor Lamezia. Dovrebbe trasmettere la sua dedizione alla causa a molti dei suoi compagni (12 presenze 1 rete; media voto 6,36)

Mannini 6,5 – Una delle poche note positive del calciomercato estivo, la sua polivalenza ha in più di un’occasione salvato la baracca. Impiegato prima da esterno alto e poi da mediano, gli infortuni in difesa e l’inadeguatezza di Donida lo hanno costretto ad arretrare a terzino, dove non ha mancato di mettere polmoni e gambe a servizio dei compagni. Ha subito una flessione solo a dicembre, complici problemi fisici da mettere in preventivo, visti i trentuno anni (16 presenze 0 reti; media voto 6,06)

Papini 6 – Non può certo essere inserito tra le delusioni, visto che ha comunque disputato partite quasi sempre positive. Se paragonato però a quello dell’anno scorso, il mediano romano appare involuto sia sul piano atletico che tecnico. Non manca mai invece la grinta e la voglia di spingere i compagni, che lo rendono tutt’oggi elemento imprescindibile nella mediana giallorossa (14 presneze 2 reti; media voto 6,13)

Sacilotto 6,5 – Probabilmente la più bella sorpresa del girone d’andata in casa Lecce. La passata stagione non lo si era mai visto a causa di eccessivi fastidi fisici, ma quest’anno ha sorretto la squadra nei momenti di maggiore difficoltà, sorpattutto grazie ad una duttilità ed una polivalenza che in pochi possono permettersi. Da centrale difensivo, di centrocampo o mezz’ala, ha sempre garantito fisicità e tecnica al centrocampo giallorosso (15 presenze 2 reti; media voto 6,15)

Salvi 6,5 – Alternando prestazioni sufficienti ad altre ottime, il guerriero romano si è spesso ed a sorpresa dimostrato elemento quasi insostituibile nel gioco di Lerda, ben più efficace di molti suoi compagni di reparto. Instancabile in fase di ripiego e sempre insidioso nelle conclusioni da fuori, dal suo completo recupero dopo le ultime prove non eccellenti passano le speranze di costruire un Lecce bello ed incisivo come quello apprezzato solo a tratti fino ad oggi (11 presenze 2 reti; media voto 6,20)

Carrozza 5 – Quasi implacabile in alcune trasferte, clamorosamente innocuo in casa. Potrebbe riassumersi così la prima parte di campionato dell’esterno gallipolino, che ha altalenato ottime prove fuori casa (Juve Stabia, Salernitana e Benevento su tutte) a troppe ed incomprensibili uscite a vuoto sul terreno amico. Davvero troppo poco per un elemento capace di fare la differenza in Serie B, con numeri che sino ad oggi i tifosi giallorossi hanno appena intravisto, soprattutto se paragonati ai tanti errori commessi sottoporta ed in fase difensiva (15 presenze 1 rete; media voto 5,75)

Doumbia 5,5 – Nel festival delle potenzialità inespresso, la freccia franco-maliana inserisce il suo nome a caratteri cubitali. Qualcosa in più rispetto a Carrozza l’ha senza dubbio fatta vedere, quantomeno in termini realizzativi, ma se paragonate a quelle potenziali, le prestazioni effettive viste in campo non possono essere sufficienti per considerare il suo un inizio di anno positivo. Da una parte le inarrestabili corse ed i super gol con il Catanzaro, dall’altra la sufficienza e poca voglia che troppo spesso sembra metterci in campo (18 presenze 4 reti; media voto 5,85)

Rosafio 5,5 – Sceso troppo poco in campo per darne un giudizio più approfondito, ma le volte che ne ha avuto la possibilità non ha mai fatto vedere di cosa è capace, se si esclude l’esordio in Coppa Italia con il Foligno (5 presenze 0 reti; media voto 6)

ATTACCANTI:

Della Rocca 4,5 – Scelto in estate e preferito ad elementi come Evacuo ed Eusepi su tutti perché considerato l’attaccante ideale per duettare con Miccoli. Se, nelle poche occasioni che ha avuto di giocarci assieme, ha effettivamente mostrato un buon feeling con il capitano giallorosso, un rapporto molto meno bello è quello che la punta brindisina ha vissuto con la porta avversaria. In gol alla seconda giornata con il Barletta, l’ex Cremonese ha di lì in avanti fallito una quantità industriale di palle gol, compreso un rigore, ed il suo rendimento generoso a favore della squadra è andato calando vistosamente di gara in gara. Assieme a Carini, la delusione numero 1 del girone d’andata (18 presenze 1 rete; media voto 5,57)

Miccoli 6,5 – Chissà come sarebbe la posizione in classifica del Lecce se il Romario del Salento non avesse risentito di guai fisici ed incomprensioni con Lerda. Sicuramente migliore di quella di oggi, viste le prestazioni quasi sempre positive del capitano quando è potuto scendere in campo senza particolari problemi. Ritornato al gol nell’ultima gara dell’andata, dalle sue giocate e dal suo carisma riparte la rincorsa giallorossa (9 presenze 3 reti; media voto 6,18)

Moscardelli 6,5 – Senza la sua confidenza con la rete e senza la sua capacità di tirar fuori il coniglio dal cilindro, chissà dove si troverebbero oggi i ragazzi di Pagliari. Dopo un primo periodo di fisiologico adattamento alla categoria, Moscagol (18 presenze 6 reti; media voto 6,11)

ALLENATORI E DIRIGENZA:

Lerda 5,5 – Farne il colpevole della lontananza dei giallorossi dalla vetta appare una scelta azzardata e superficiale. In realtà fino ad inizio dicembre il Lecce era la squadra più in forma del campionato e la candidata numero 1 alla promozione, anche grazie alle sue scelte. D’altra parte, la sua responsabilità nelle tre sconfitte consecutive è netta, sia dal punto di vista delle scelte tattiche, che di gestione del gruppo. Il suo errore principale, tuttavia, è sempre apparso l’essere poco incline ad ammettere i propri errori, e forse per questo ha pagato più di tutti

Pagliari sv – Una sola partita, per di più rocambolesca, non è sufficiente per giudicare il suo operato. Una cosa è certa: ha tanto da lavorare se non vuole fare la fine del suo predecessore

Tesoro 5 – Non perdono occasione per far trasparire tutta la loro dedizione alla causa giallorossa, e questo gli va riconosciuto. D’altra parte, gli errori in sede di mercato sono stati i peggiori nei tre anni di gestione, ed ora hanno un mese di tempo per rimediare ed evitare che il cambio in panchina resti solo un tentativo a vuoto di raddrizzare la stagione