NARDO’ – Martano: “Playoff sono un grande risultato. Irace? Vediamo…”
“L'uovo, la gallina e il culo caldo”. Così, con questo proverbio il mitico Trapattoni pone sotto i riflettori una mentalità, a suo dire tutta italiana, del volere tutto e subito. Stesso concetto, seppur con diverse sfumature, può essere attualizzato in casa Nardò. Insaziabile di palcoscenici più prestigiosi, e con urgenza, è la piazza neretina. I tifosi granata, dopo anni di amari bocconi, sognavano il doppio salto in Lega Pro. Così non è stato. Il Gaeta, nel primo turno dei playoff frantuma beffardamente i sogni del Toro. Il dirigente Toni Martano, tuttavia, non si lascia prendere dallo sconforto.
Toni, proviamo a tracciare un bilancio della stagione appena conclusasi.
«Io sono abbastanza contento. Per questa prima stagione in Serie D era nostra intenzione confrontarci con la nuova categoria e fare esperienza. E invece, benché noi avessimo investito cifre notevolmente inferiori rispetto ad altri club, siamo comunque riusciti a centrare i playoff. Certo, rimane l'amaro in bocca. In primis per la falsa partenza che ci è costata molti punti. E poi siamo rammaricati per l'andamento di quella sciagurata partita di Gaeta, che ci ha tolto definitivamente la possibilità di centrare la promozione in Lega Pro».
Quali saranno le ambizioni del Nardò che verrà?
«Ora come ora è difficile dirlo. Tutto è legato al discorso societario. Dipenderà molto dal budget che avremo a disposizione».
Il Presidente Enzo Russo aveva paventato l'ipotesi di nuovi ingressi in società che potessero affiancarlo. Qual è la situazione attuale?
«Il discorso è molto semplice: da otto anni il Presidente ha in mano la società e, come logico che sia, ha bisogno di qualcuno che possa supportarlo economicamente. Non bisogna dimenticare che c'è tutta una logistica alle spalle. Il problema non è solo allestire la rosa. Anche perché la piazza ha diritto di avere sogni ambiziosi. Ed è chiaro, per questi motivi, che il Presidente ha bisogno di una mano. Mi sento di escludere i ritorni in dirigenza di Antonio Obbiettivo e Gianni Inguscio. Sarei molto contento, invece, per l'ingresso in società di Pierluigi My. Ha un buon bagaglio di competenze, passione ed è neretino. E' un ragazzo che merita».
Quale sarà il destino del tecnico Maiuri?
«A me piacerebbe che il mister fosse riconfermato. Insieme con lui l'intero staff tecnico e 7/8 calciatori per avere uno zoccolo duro dal quale ripartire. Maiuri, inoltre, conosce la categoria in maniera eccezionale. C'è un buon rapporto e per questo credo che continuare potrebbe essere la scelta più giusta. Ma ancora non abbiamo avviato questi discorsi».
E tra i calciatori?
«Noi vorremmo tenere un gruppo su cui lavorare in vista della prossima stagione. Mi preme sottolineare la situazione di capitan Irace, che è il simbolo di questa squadra. Io ho parlato con Matias e lui mi ha assicurato che la sua volontà è quella di rimanere a Nardò. Ad onor del vero, devo ammettere che ha diverse offerte. E' qui da due anni, si trova molto bene e per noi è un punto fermo. Anche in questo caso, molto dipenderà dagli stimoli del ragazzo e dal progetto societario».
