LECCE – Dal Barletta al Barletta. La consacrazione di un gruppo che ha sempre dimostrato carattere
Era il 6 ottobre 2013, ed allo stadio “Via del Mare” Franco Lerda faceva il suo esordio-bis in campionato davanti al pubblico giallorosso in un derby con il Barletta che vedeva, alla vigilia, Miccoli e compagni con zero punti conquistati nelle precedenti cinque giornate di campionato. La gara non andò granché meglio, con il Lecce costetto a dividere la posta in palio con una compagine ben al di sotto del suo livello. Fu comunque il primo punto stagionale, che segnò simbolicamente anche la nascita di un gruppo che ha poi sfiorato l’impresa del primo posto e si è visto sfuggire la promozione nell’ennesima beffa di una finale play-off che ha visto comunque ogni elemento dare il massimo alla causa giallorossa.
6 settembre 2014. Nemmeno un anno dopo, ancora un Lecce-Barletta vede esordire Franco Lerda, benché squalificato, sulla panchina del club giallorosso nella prima di campionato davanti al proprio pubblico. Soprattutto, ancora un Lecce-Barletta vede i ragazzi del tecnico piemontese chiamati ad un riscatto dopo una falsa partenza. La missione è compiuta, l’avversario è battuto ed il riscatto promesso da tutti è raggiunto grazie ad un 1-0 fortemente voluto e che porta in cassaforte tre punti meritati ed importanti.
Certo, se sei una delle favorite alla promozione battere di misura una compagine di livello inferiore dopo aver fallito clamorosamente alla prima in campionato è il minimo che puoi fare, ma se c’è una cosa che i sostenitori giallorossi hanno imparato in questi due anni di un purgatorio chiamato Lega Pro è che nomi, blasone ed ambizioni non bastano per andare avanti in classifica. Lo hanno scoperto il primo anno, dove un inizio roboante con risultati garantiti dalla qualità della rosa non bastò per la promozione, sfumata a causa della pochezza di un gruppo sbriciolato da dissidi interni. Lo hanno visto ribadito l’anno dopo, dove la banda imbastita dal rientrante Lerda pagò oltremodo lo sciagurato inizio di campionato della gestione Moriero, in cui una squadra pur ben allestita non aveva trovato ancora quel giusto amalgama e quella compattezza che ogni gruppo che punta in alto deve trovare ancor prima di ambire a traguardi importanti. Ecco perché, dalle parti del capoluogo salentino, c’è fiducia ed entusiasmo intorno ad un gruppo che, ancora una volta ed al netto delle difficoltà che la Lega Pro ha dimostrato di saper proporre continuamente, ha risposto subito presente, conquistando quei tre punti che un anno prima arrivarono solo alla settima giornata e che la sconfitta con la Lupa Roma aveva reso sin da subito una piccola altura da scollinare il prima possibile. Il tabù prima vittoria è stato subito sfatato. Buona la seconda.
