LA PARTITA – Papini e Gori, Lecce e Frosinone non si superano. Appuntamento con la B rimandato a sabato
Uno a uno, palla al centro, si decide tutto al Matusa tra sei giorni. Il Lecce non capitalizza al massimo gara1 di finale playoff, giocata sul prato amico, davanti a 12mila spettatori di fede quasi del tutto giallorossa. Il risultato, deciso dai due numeri 4, è il frutto di una gara combattuta, corretta in cui la squadra di Lerda ha dato la sensazione di poter portare a casa l’intera posta. È mancato, però, qualcosa nel momento cruciale. Nel finale, ci si mette anche la sfortuna. Ma non è tutto da buttare via. I giochi sono ancora aperti.
I MAGNIFICI 4 – Nel Lecce manca capitan Miccoli, squalificato. Non c’è nemmeno Vinetot. Cambio in porta, Caglioni non ce la fa, rientra Perucchini dal 1′ dopo quasi quattro mesi. Negli ospiti, formazione pressoché tipo con la sola defezione per squalifica di Soddimo. Avvio nervoso per entrambe ma è il Lecce a provare il primo affondo sulla fascia sinistra: la catena Lopez-Doumbia comincia a produrre gioco (sarà il leit-motiv di tutta la gara), l’attaccante mette al centro per Zigoni che non riesce a indirizzare il pallone alle spalle di Zappino. I giallorossi sono indiavolati, Doumbia comincia a far sudare sette camicie ai suoi marcatori, la Curva Nord continua, incessante, a spingere la sua squadra. Al 12′, Beretta tenta un tiraccio dalla distanza dopo una bella palla recuperata dal reparto mediano dei salentini. Soluzione da dimenticare. È il preludio al gol: lo segna Papini, gladiatore del centrocampo di Lerda, che soffia un pallone a Gori, s’invola verso la porta avversaria e beffa, di destro, l’estremo difensore frusinate. Il Via del Mare esplode, il Lecce è avanti. Il Frosinone accusa il colpo, pressato in tutti gli angoli del campo dall’undici di casa. Ci prova Gucher su punizione, la palla va altissima. Doumbia è scatenato e il Lecce prova a concretizzare il suo vantaggio: ci prova capitan Abruzzese, in semigirata di sinistro da 13 metri, palla alta ma bel gesto tecnico. Poi, d’improvviso, il Lecce prende fiato e il Frosinone ne approfitta, cinicamente, per pareggiare: su palla vagante in area, Lopez è incerto e si fa anticipare da Ciofani D. che serve, all’indietro, il pallone a &<strong”gt;Gori. Il tiro del mediano ciociaro sembra non impensierire Perucchini ma la traiettoria diventa imprendibile quando la gamba di Abruzzese tocca il pallone, spedendolo in porta. Uno a uno, tutto da rifare. Al 38′ è Lopez a mettere i brividi a Zappino, ma gli ospiti serrano le fila. Al 44′, l’episodio che farà infuriare Lerda a fine gara: Beretta stoppa la palla di petto, in area. Alle sue spalle, arriva Blanchard che, con un po’ di malizia, contrasta l’attaccante giallorosso al limite del regolamento. Beretta va a terra, Sacchi lascia proseguire. Finisce uno a uno la prima frazione.
L’INCROCIO DICE NO – Si riparte senza cambi. Ricomincia a premere Doumbia che nei primi tre minuti si fa notare per la propositività in area avversaria. Salvi, poi, si fa ammonire e salterà per squalifica gara2 di sabato prossimo. La partita diventa elettrica, ne fa le spese anche Ciofani M., ammonito. I giallorossi provano a mettere in atto l’asfissiante pressing dei primi 25 minuti del primo tempo e il Frosinone soffre. Entra Bogliacino per provare a dare una scossa alla sua squadra, esce un volenteroso ma poco redditizio Ferreira Pinto. La fase centrale della ripresa è confusionaria, la gara si gioca a centrocampo, il gioco è spesso spezzettato dai fischi di Sacchi. Ancora Beretta, al 26′, prova un destro da fuori: palla alta. Entra in campo anche Barraco per Zigoni, ma il Lecce non riesce più a sfondare, la squadra di Stellone si difende con ordine. Poi, l’ennesimo spunto di Doumbia, al 34′, mette in difficoltà la difesa ospite. L’azione, però, sfuma. Al 36′, Lerda protesta per un presunto rigore su Beretta, fermato in area fallosamente, ma il collaboratore di Sacchi aveva già sbandierato un fuorigioco dell’attaccante giallorosso. L‘occasione d’oro capita al 40′, su punizione. Bogliacino, sin lì anonimo, pennella un sinistro arcuato che va a stamparsi sull’incrocio dei pali alla sinistra di Zappino, apparso fuori gioco. Imprecazioni che non si contano. Il Frosinone, scampato il pericolo, chiude in attacco: al 42′ Frara prova a trovare impreparato Perucchini che, però, blocca a terra la sfera. Al 47′ Gucher lascia partire un tiraccio da distanza siderale, palla fuori. Lo imita Beretta, pochi secondi prima del triplice fischio, sprecando una potenziale buona occasione con un tiraccio da dimenticare.
Si deciderà tutto tra sei giorni al Matusa. Niente d’irrisolvibile per il Lecce. Il rientro di Miccoli potrebbe – lo sperano tutti i tifosi giallorossi – rivelarsi decisivo per la finale di ritorno. Il Frosinone, si è confermato, però, squadra tecnica e rognosa. Servirà una prestazione perfetta per i ragazzi di Lerda. La ciliegina sulla torta di una stagione, in ogni caso, ad alti livelli. Ma solo da ottobre in poi.
