[ESCLUSIVA SS] PORTO CESAREO – Margagliotti: “In Prima è guerra, non calcio. C’è gente disposta a comprare le partite…”
“Prima si giocava a pallone, ora si fa la guerra”. E’ triste e a tratti sconsolato il commento di Salvatore Margagliotti, allenatore del Porto Cesareo, in riferimento al clima che ha caratterizzato le ultime giornate del girone C di Prima Categoria. E’ fresca anche la notizia della squalifica di cinque anni con preclusione definitiva di un calciatore del Tuturano. “Ci sono squadre che lottano per salvarsi e altre che ambiscono ad un posto nei playoff -dichiara il tecnico biancazzurro- e sono tristemente venuto a sapere che alcuni personaggi contattano i calciatori pur di comprare una partita. Tutto ciò genera un mix di nervosismo e tensione che in alcuni casi può provocare episodi di violenza a cui mai vorremmo assistere su di un campo di calcio. Nelle ultime giornate si assiste invece più a scene di guerriglia che a partite di calcio”.
“Ho saputo della situazione che sta vivendo il Tuturano -prosegue Margagliotti- e ne sono molto dispiaciuto. Conosco bene il tecnico Gianni D’Amanzo, una persona seria e un professionista preparato, con cui peraltro ebbi la fortuna di giocarci assieme ai tempi di Squinzano. Domenica andrà in scena proprio Tuturano-Porto Cesareo e mi auguro, anzi ne sono sicuro, che sarà una bella partita di calcio”.
Una frecciata allo stato in cui verte il mondo dilettantistico: “Nel momento in cui si è disposti a tutto, perfino a ricorrere a mezzucci eticamente scorretti, pur di vincere una partita, i valori dello sport, quelli che dovremmo trasmettere ai più giovani, svaniscono. Le domeniche del girone di ritorno sono state guerriglie, non divertimento. Mi chiedo con che coraggio alcuni allenatori, una volta avvenuto il fischio finale, riescano a guardarsi allo specchio sapendo di aver vinto una partita con atteggiamenti non leciti e lontani dallo sport”.
Ultima battuta sul suo Porto Cesareo, in piena corsa per un posto nei playoff: “Siamo partiti con un organico che aveva come unico obiettivo quello di raggiungere quanto prima la matematica salvezza. Ora che abbiamo superato la soglia dei 40 punti ci ritroviamo in lizza per un posto playoff e vogliamo alimentare il sogno. Crediamo, a nostro modo, di essere entrati nella storia del Porto Cesareo. Questa è una rosa la cui sopravvivenza richiede costi minimi, al contrario di altri club che investono ingenti risorse economiche pur di centrare il salto di categoria. Abbiamo molti ragazzini che in campo ci mettono il cuore e un’anima pulita, e di questo ne andiamo orglogliosi. Purtroppo -conclude Margagliotti- non tutti intendono il calcio come divertimento e spesso si trasforma il campo in un’arena da battaglia non sportiva pur di arrivare alla vittoria. Nel calcio si vince e si perde, ma l’integrità morale dev’essere sempre una prerogativa imprescindibile”.
