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BASKET A1 – Enel Brindisi all’esame Biella, coach Bechi: “Non sarà  comunque decisiva”

Per l’uno è “una gara davvero importante per il futuro e potrebbe bastare” per l’altro “è una partita come un’altra”. Così parlarono Luca Bechi e Massimo Cancellieri, coach di Enel Brindisi e Angelico Biella. Argomento: lo scontro salvezza che tra 24 ore deciderà le sorti delle rispettive squadre. Ma entrambi sanno bene che quella di domani sera al Lauretana Forum è la partita delle partite.

Che alla penultima di campionato ci siano sempre state e ci saranno squadre che debbano lottare con le unghie e con i denti per conservare la permanenza è una realtà. Di ben altra natura sembra quello che accadrà nei prossimi cinque giorni, proprio lì in fondo alla classifica. Il destino ha voluto così. Omaggiati dal fato sono tre uominisi conoscono bene.

In quella che fu la sua Biella per ben dieci lunghi anni, Bechi incontra il suo ex vice Cancellieri, che per un triennio ha sofferto e gioito con lui proprio sulla panchina rossoblu. A 650 chilometri di distanza, a Teramo, è di scena coach Alessandro Ramagli, l’uomo che ha voluto sotto la sua ala il giovane livornese che oggi guida Brindisi.

Un solo obiettivo, vincere, e una sola parola d’ordine: concentrazione. “Vincerà chi saprà mantenerla”, così ripete da giorni Luca Bechi, che in questa situazione “o dentro o fuori” ci si è già trovato lo scorso anno fino all’ultimo minuto dell’ultima partita proprio dell’Angelico Biella. Perché le maglie del destino sembrano non stringersi mai abbastanza.

Era il 16 maggio dello scorso anno quando il canestro del 82 a 79 decise la permanenza dell’Angelico in serie A. “Lo scorso anno eravamo 55 a 35 contro Ferrara e all’ultimo minuto è arrivata la salvezza. Perciò solo la calma e la serenità faranno la differenza”, se lo ricorda bene quel giorno Luca Bechi, che domani sera tornerà a sbracciarsi su quel parquet, ma dall’altra parte, a lottare per una Brindisi che in serie A ci è tornata dopo trent'anni e ci vuole rimanere.

E, al di là degli strani giochi del destino, conoscere i propri avversari potrebbe rivelarsi un asso nella manica decisivo, fatto salvo che proprio questo dettaglio possa essere la discriminante. Perché da un lato c’è un Luca Bechi che si aspetta una partenza esplosiva da parte dell’Angelico, “cercheranno di segnare tre goal nei primi 15 minuti, per dirla in termini calcistici. Quello che dobbiamo fare noi è spezzare il loro timing e imporre il nostro ritmo”, e dall’alto c’è un Massimo Cancellieri che invita i suoi alla riflessione e al “non farci prendere dalla frenesia di risolvere subito la questione e aspettare il momento giusto per affondare il colpo”.

Una cosa è certa, loro saranno in panchina, in campo ci saranno i giocatori e dipenderà tutto da chi avrà più grinta. “Questa è una partita che si gioca e si vince col cuore. E’ una di quelle occasioni in cui fa la differenza avere giocatori che sotto pressione si esaltano. Per uomini forti e con la scorza, e i miei lo sono, essendo stati sotto pressione tutto l’anno”, ha detto il coach biancazzurro nell’ultima conferenza stampa, e torna a ribadire per stemperare la tensione con l’ottimismo “ricordiamoci che non è il match decisivo, c’è ancora un altro turno”. Quello contro l’Avellino di domenica prossima. Che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe rivelarsi inutile, ma solo nel caso in cui Brindisi perdesse e Teramo vincesse in casa contro Caserta, vedendo svettare le sue dirette concorrenti a quattro lunghezze di vantaggio impossibili da recuperare. Ma la rosa delle possibilità concede due speranze su tre a Brindisi di poter continuare la sua lotta per la permanenza.