foto: i festeggiamenti a fine garaph: Coribello/Salentosport
LECCE – Ramadani illumina, Banda colpisce, Falcone conserva: le pagelle dell’ultima e decisiva vittoria dei record
LE PAGELLE DI LECCE-GENOA
Falcone 6,5: Un solo intervento ma decisivo: quello al 62’ a mano aperta contro Masini lanciato a rete. Sulla quarta salvezza consecutiva c’è impressa a fuoco la W di Wladimuro.
Veiga 6: Chiude la stagione col serbatoio in riserva. Nonostante tutto, corre, prova a rendersi utile in entrambe le fasi e non molla mai.
Siebert 6: Una distrazione poteva costare caro, quella sul tiro di Masini salvato a mano aperta da Falcone. Per il resto fa il suo.
Tiago Gabriel 6,5: Attento, quadrato, concentrato, pressoché insuperabile.
Gallo 6,5: Corre come un matto per tutta la gara, risolve un bel po’ di situazioni difensive e si offre costantemente come raddoppio sulla fascia.
Ramadani 6,5: Illumina la strada come le luci di pista al pilota in fase di atterraggio: sua la verticalizzazione per Cheddira al 6’ che poi si tramuta nel gol partita di Banda e della salvezza.
(89′ Gaspar) sv: Partecipa anche lui alla festa finale.
Ngom 5,5: Altra prova opaca del mauritano, forse schiacciato dalla pressione del Via del Mare e dall’importanza della gara. Poche cose buone, tanti errori, piccoli e grandi.
(46′ Gandelman) 6: Tiene alto il livello di pericolosità nella ripresa. Non crea granchè ma è sempre nel vivo dell’azione offensiva.
Pierotti 6: Non in perfette condizioni alla vigilia per un intervento killeri di MUharemovic domenica scorsa. Nonostante tutto corre, accompagna l’azione, colpisce un palo clamoroso al 68′ e prova a ispirare l’ultimo passaggio con alterne fortune.
(80′ Jean) sv: Pochi minuti a difesa del risultato prima della festa.
Coulibaly 6,5: Cervello e gamba a disposizione della squadra. Parte da trequartista centrale, chiude da mezzala: in entrambi i ruoli conserva e gioca bene la palla, cercando di innescare la punta o gli esterni.
Banda 7,5: Imprendibile, incisivo ed efficace come non lo si era mai visto. Il gol è di rabbia, di fame, di voglia di gonfiare la rete a tutti i costi. Quanto sono mancate queste caratteristiche al Lecce quest’anno… Sfiora il raddoppio con un bel tiro a giro, poi si fa male ma c’è tutto il tempo per riposare.
(65′ N’Dri) 6: Sgasa su entrambe le fasce con un avversario ormai rilassato. Collabora all’azione del palo di Pierotti.
Cheddira 6,5: Anche oggi è spiritato come non lo si era visto nelle precedenti gare a Reggio Emilia. Dopo sei minuti fallisce il gol del vantaggio ma ci pensa Banda pochi secondi dopo. Corre e si propone spesso per l’uno-due e per le verticalizzazioni, mancando la gioia personale in avvio di ripresa, colpendo il palo dopo aver saltato Leali ma da posizione defilata. La sua doppietta al Sassuolo resterà nella storia di questa stagione e, in generale, in quella del Lecce dei record.
(80′ Stulic) sv: Il suo l’ha fatto a Reggio Emilia. E se oggi il Lecce è partito col vento in poppa è anche merito suo.
All. Di Francesco 7: È andata come doveva, come si sperava. Il Lecce scende in campo come auspicato dal suo tecnico, con la fame per azzannare l’incontro e lo sblocca subito con la quinta rete di Pippi Banda, goleador stagionale a sorpresa. Il tecnico ha il merito di tenere alta la tensione sui suoi giocatori per evitare pericolosi cali di concentrazione, anche per via dei buoni risultati che pervengono da Cremona. Un Lecce quadrato e concentrato che, complice un avversario non proprio agguerrito, controlla la gara, rischia solo in un’occasione (con il Como però avanti 1-2) e sfiora in almeno due occasioni il gol della stra-sicurezza. Finalmente vediamo Di Francesco sorridere a fine gara. Finalmente anche una soddisfazione per lui che ha dovuto combattere con una squadra tecnicamente non eccelsa, con una sfilza di infortuni, con un mercato di riparazione che non ha riparato granchè ma anche contro i suoi fantasmi. Alla fine è girato per il verso giusto, con un pizzico abbondante di fortuna che non manca mai. Oggi è festa per tutti: per il Lecce, per la sua società, per i suoi colori, per i suoi tifosi, per il suo staff, per i suoi giocatori. Sulla pagina del record ci andrà impresso anche il suo nome. Una bella rivincita dopo il pessimo girone di andata – e l’esonero – nella stagione 2011/12.
