foto: P. Corvino
LECCE – Corvino parte seconda: “Attacco sterile? Analisi distorta. Errori? Chi ne fa di meno è il più bravo”
Pantaleo Corvino è stato ospite, ieri sera, nel salotto di Piazza Giallorossa, trasmissione di approfondimento sportivo sull’Us Lecce, in onda su Telerama.
Di seguito le dichiarazioni del responsabile dell’area tecnica giallorosso che ha toccato diversi temi. – SECONDA PARTE –
CRITICHE – “Ci devono essere, alcune mi aiutano ma altre mi amareggiano perché non tengono conto di quanto è stato fatto. Chi non lavora non fa errori. Per me questa è una doppia responsabilità: dare conto di ciò che facciamo alla proprietà e anche ai tifosi”.
ERRORI – “Errori li possiamo definire tali quando finisce un campionato e non hai raggiunto gli obiettivi prefissati. Finisse così, non mi potrei rimproverare di nulla, siamo a +3 dalla terzultima e lottiamo contro squadre che hanno speso tantissimo come Parma e Venezia. Anche io vorrei una proprietà che mi mette a disposizione 100 milioni per il mercato come il Como, ma oggi dobbiamo cercare di fare il meglio con ciò che abbiamo, senza indebitarci. Errori, chi non ne commette? Io comunque sono felice per i nove anni di A, i tre di B e il campionato vinto con la Primavera. Il più bravo è chi commette meno errori“.
ATTACCO STERILE – “È un’analisi che distorce la realtà. Il nostro attacco non è sterile, abbiamo segnato dieci gol con Krstovic, uno con Rebic, a cui aggiungo quelli degli attaccanti esterni che è come fossero delle seconde punte come Morente che ne ha segnati tre, Pierotti quattro e Dorgu tre. Totale 21 gol, sfido chiunque a trovare un altro attacco in Italia che abbia segnato 21 gol. A noi mancano i gol di centrocampo e difesa, non dell’attacco. Rebic? Giocando con un attaccante centrale e due esterni, sta facendo ciò che può fare, è dietro a Krstovic che ha segnato dieci gol e, comunque, nella partita con la Juventus ha segnato il gol che ci ha portato un punto. A volte ci sono situazioni in cui al centrocampista non gli va il tiro in porta ma ciò non dipende dal fatto che a noi mancano attaccanti. Giochiamo in mezzo con Helgason, Ramadani, Berisha, Coulibaly che sono nazionali, poi con Pierret e Kaba, faccio fatica a trovare di meglio. Ci mancano i gol delle palle inattive, quelli della difesa come fece nel primo anno Baschirotto per esempio, ma non possiamo dire che il reparto offensivo del Lecce è carente”.
