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foto: M. Giampaolo
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Cambiare per svoltare: Giampaolo vuole farlo? E se sì, può farlo?

Un anno fa di questi tempi il Lecce perdeva miseramente in casa col Verona con un gol di Folorunsho che precedeva di qualche minuto la famosa scapocciata di Roberto D’Aversa nei confronti del calciatore scaligero Henry. L’11 marzo 2024 D’Aversa fu esonerato e il 13 fu presentato Luca Gotti. Dopo Lecce-Verona del 9 marzo 2024 i giallorossi erano a +1 dal terzultimo posto: di punti ne avevano 25, insieme all’Empoli, uno in più del Frosinone; due in più sul Sassuolo; undici in più rispetto alla già condannata Salernitana. Quel Lecce era nella deriva più totale: nelle ultime nove ne aveva perse ben sette, pareggiando 1-1 a Frosinone e vincendo in zona recupero solo con la Fiorentina.

Quando manca solo Lazio-Udinese per la chiusura della 28esima giornata 2024/25 il Lecce è a 25 anche quest’anno, ha tre punti in più rispetto alla terzultima che oggi è l’Empoli; è quintultimo e non quartultimo (lo è il Parma); è a +6 dal Venezia e +11 dal Monza che sarebbe la Salernitana dello scorso anno. Tre sconfitte consecutive e, prima, altri due pareggi: l’ultima vittoria risale a sei partite fa, a Parma.

Il Lecce di Gotti, dalla 29esima alla 38esima, fece 13 punti, chiudendo a 38 e salvandosi con tre partite d’anticipo. Quella squadra dovette affrontare Salernitana, Roma, Milan, Empoli, Sassuolo, Monza, Cagliari, Udinese, Atalanta e Napoli.

Il Lecce di Giampaolo deve ancora affrontare Genoa fuori, Roma e Venezia in casa, Juve fuori, Como in casa, Atalanta fuori, Napoli in casa, Verona fuori, Torino in casa, Lazio fuori. Un calendario che appare più ostico di quello residuo dello scorso anno.

C’è da preoccuparsi? Di sicuro non si può stare tranquilli in tale condizione di classifica. Destano invece preoccupazioni i cali fisici della squadra evidenziati nelle ultime gare, complice lo stato di forma ancora non brillante di qualche giocatore importante (Berisha in primis) e le poche alternative in rosa cui Giampaolo dovrebbe attingere.

Con lo scorrere delle settimane sembra ancora più chiaro che in sede di mercato estivo e in quello di riparazione invernale, qualcosa di più andava fatto. L’anno scorso i cinque gol di Piccoli, uniti ai sette di Krstovic, ai tre di Oudin e ai due di Almqvist, Banda e Sansone, furono sufficienti per tagliare in anticipo il traguardo. Ma quest’anno? tralasciando ili fatto che difensori e centrocampisti non segnavano lo scorso anno e non segnano nemmeno quest’anno, oggi Krstovic è salito a nove centri che si uniscono ai tre di Morente (in netto calo da diverse partite), ai quattro di Pierotti e all’unico gol di Rebic. Fine. Gli ultimi arrivati a gennaio stentano a carburare (N’Dri solo tre spezzoni; Karlsson solo due titolarità su dieci e altri sei ingressi dalla panchina). Sarebbe importante capire se Giampaolo non ritiene siano due elementi meritevoli di fiducia in generale o se, al momento, li ritiene ancora indietro nelle gerarchie.

Lo stesso discorso potrebbe farsi per la difesa. Baschirotto e Gallo stanno infilando prestazioni negative una dopo l’altra; Guilbert non brilla e l’unico che tirato più o meno sufficientemente la carretta è stato Jean. Col rientro di Gaspar, non appena sarà considerato in condizioni ottimali dopo il serio infortunio di Roma, qualche novità dovrebbe rivedersi. Veiga ha mostrato sinora discreta corsa e tanta volontà, poco altro. Tiago Gabriel mai entrato in campo; Scott, annunciato come rinforzo soprattutto per la prima squadra, è stato relegato in Primavera a fare esperienza.

E poi il modulo. Il 4-3-3, o 4-2-3-1, è ancora da ritenersi sostenibile e affidabile, considerando le caratteristiche dei calciatori in rosa e lo stato di forma carente di alcuni? Come si spiega il crollo verticale nell’ultimo terzo di gara? E come mai il tecnico ha tardato più del dovuto prima di togliere elementi che in campo era evidente non ne avessero ormai più?

Da Genova, venerdì prossimo, si dovrà necessariamente svoltare. Cambiare modulo o calciatori spetta solo all’allenatore, senza bisogno di moral suasion. Gotti, dal suo arrivo, cambiò e centrò obiettivo. E Giampaolo ha voglia di cambiare? E se sì, dove e come?