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ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Col Bologna un copione già visto altre due volte. E si allunga la lista di chi lavora a parte

Udinese, Napoli, Bologna. Tre gare in cui il Lecce, così vicino a raggiungere l’obiettivo di un punto prezioso, si è dovuto arrendere ad una bruciante sconfitta. Ko che, per quanto “accettabili” (concetto totalmente da rivedere perché contrasta con l’essenza stessa del gioco), hanno minato classifica, certezze, e morale dei giallorossi.

Soprattutto tre ko evitabili ed arrivati nello stesso identico modo: con un gol preso nell’ultimo quarto di match. Zemura, Di Lorenzo e Orsolini, tre guizzi, tre episodi costati cari proprio nella porzione di match in cui serviva serrare i ranghi (come fatto bene ad esempio con Cagliari e Verona) e proteggere la porta di Wladimiro Falcone.

Missione fallita, a vanificare quello che era stato il compito portato avanti nel corso del match. Partite in cui la fase di costruzione, soprattutto a lungo andare, è stata sacrificata. Strategia che non ci sentiamo di definire fallimentare, ma che è facile vanificare se non è seguita dalla giusta attenzione nelle fasi clou. Si può sbagliare, ma questa squadra sta preoccupando nella capacità di reiterare un po’ troppo i propri errori.

Intanto si allunga la lista dei tesserati giallorossi che lavorano a parte. Oltre ai ben noti Burnete, Berisha, Hasa, Marchwisnki, e a oggi si è aggiunto anche Pierret a causa di un fastidio muscolare, tutto da valutare.

(Alessio Amato, calciolecce)