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SAN CESARIO vs OTRANTO – Russo: “Possiamo crescere ancora”, Salvadore: “Poco abituati a gestire le pressioni”

Il San Cesario supera per 2-1 l’Otranto in casa. Vincenzo Russo e Andrea Salvadore commentano così.

RUSSO “Abbiamo sfoderato una prestazione di spessore. Il primo tempo è terminato a reti inviolate, ma noi abbiamo avuto quattro nitide palle-gol. Nelle prime battute della ripresa, poi, Christian Cimarelli si è incuneato in area di rigore ed è stato messo giù. L’arbitro ha decretato la massima punizione e lo stesso Cimarelli l’ha trasformata. In vantaggio per 1-0 abbiamo insistito. Così è arrivata la rete del 2-0. Sul finire del match l’Otranto ha accorciato le distanze, ma la partita è stata sempre nelle nostre mani. È questa la squadra che mi aspetto ogni domenica e sono certo che siamo destinati a crescere ancora parecchio e a regalarci belle soddisfazioni. Stiamo migliorando settimana dopo settimana e, tenuto conto del fatto che dispongo di giocatori di indubbia caratura, ritengo che siamo nelle condizioni di progredire costantemente e stiamo lavorando proprio per riuscirci”.

SALVADORE “La squadra è giovane e non è abituata a gestire le pressioni che derivano dal primato solitario. Dopo il doppio successo su Leverano e Laterza, ho notato che in allenamento c’era un clima un po’ euforico e ho tentato di chiamare la truppa alla massima attenzione, ma l’approccio alla partita di San Cesario non è stato quello giusto. Nel primo tempo siamo stati un tantino presuntuosi. Nell’intervallo mi sono fatto sentire e i ragazzi sono tornati in campo con la mentalità che vorrei sempre ammirare. Purtroppo Christian Cimarelli è stato abile a procurarsi il penalty che poi ha trasformato, sbloccando il risultato per i nostri avversari, che successivamente hanno raddoppiato. Sul piano delle occasioni create, anche noi abbiamo avuto le nostre chance, ma purtroppo siamo riusciti solo a ridurre le distanze e non abbiamo avuto la forza per raggiungere la parità; per quel che concerne il gioco il San Cesario ha fatto qualcosa più di noi. Solo battagliando dal primo al novantesimo di ciascuna partita possiamo fare bene. Non possiamo permetterci cali di concentrazione, né possiamo scendere in campo senza la necessaria cattiveria agonistica. Se non lo capiremo andremo incontro ad amare delusioni. In caso contrario, torneremo a fare bene perché ne abbiamo i mezzi”.