LECCE – Verona alle porte: ripartire dal 2° tempo col Milan, evitando di ripetere gli stessi errori
Sono passati ormai diversi giorni da quel 2-2 di Lecce-Milan e le polemiche per il gol annullato a Piccoli in zona recupero vanno affievolendosi, lasciando solo un sentimento d’ingiustizia per la poca chiarezza sull’applicazione del Var all’incombere di alcuni fasi di gioco.
Il pensiero ora va tutto a Verona-Lecce di lunedì, tardo pomeriggio. La classifica poteva essere bellissima per i giallorossi qualora avessero vinto contro il Milan. Resta buona ma i cinque punti di distacco dalla terzultima non devono e non possono lasciare tranquilli. Il Verona è una delle tre squadre che, ad oggi, sarebbero retrocesse e non vince una partita dal 26 agosto, 2-1 alla Roma, dopo la quale ha portato a casa solamente due punti sui 30 disponibili. L’incontro col Lecce, per Marco Baroni, potrebbe essere decisivo per la sua permanenza sulla panchina degli scaligeri. D’Aversa ha la possibilità di mandare a casa il suo predecessore, portando a casa la vittoria dal “Bentegodi”, ma, sicuramente, non sarà facile.
Si prospetta una partita tirata, magari anche bruttina, nella quale le due squadre faranno di tutto per non scoprirsi, in primis, per poi infilare l’avversario al primo errore o segno di cedimento. In questo aspetto, il Lecce di D’Aversa deve dimostrare i progressi fatti vedere nel secondo tempo di Lecce-Milan, quella squadra trasformata dai cambi in corso operati dal tecnico che diedero il via alla rimonta salentina.
La pausa tecnica per le nazionali ha consentito a D’Aversa di lavorare su alcuni elementi che ancora non rendono al cento per cento, ma anche di riflettere su alcune scelte tecniche che non hanno prodotto gli effetti sperati. Al Bentegodi mancherà Ramadani, squalificato. Chi al suo posto? La logica direbbe Blin: il francese, autore di un ottimo spezzone di gara 13 giorni fa, è il sostituto naturale dell’albanese e si sente pronto a scendere in campo dal 1’. Ma chi al suo fianco? Kaba continua a lavorare a parte ed è problematico pensare al franco-guineano come uno dei titolari. Chi la merita la maglia da titolare è Joan Gonzalez, tornato a esprimersi a buonissimi livelli già dalla trasferta di Roma. E, tra gli altri, scalpita anche Berisha, a cui potrebbe essere concessa la gioia dell’esordio in A. Rafia, dopo un buon inizio di campionato e un gol a Firenze, ha intrapreso una lunga fase discendente che non lo ha quasi mai portato a raggiungere un livello sufficiente di prestazione. L’ex Juve ha dimostrato di avere buoni spunti ma va ancora educato tatticamente e tecnicamente, soprattutto nel far girare il pallone con più velocità e precisione e nel non sprecare energie rincorrendo tutto e tutti, trovandosi, poi, fuori posizione in caso di rapida conquista palla avversaria. E dalle nazionali torna anche un Faticanti a segno con l’U20 azzurra, che potrebbe convincere D’Aversa anche a dargli un po’ di spazio, prossimamente, in prima squadra.
In difesa sembra scontato l’utilizzo di Gendrey, Baschirotto e Pongracic; il quarto difensore dovrebbe essere Dorgu, in vantaggio nel ballottaggio su Gallo. In avanti, si aprono altri scenari: Sansone scalpita. Banda a destra e Sansone a sinistra potrebbe essere la scelta di D’Aversa con Strefezza pronto a subentrare a gara in corso. Come centroboa, Piccoli, come Sansone e Gonzalez, contro il Milan ha dimostrato di aver accorciato il gap con una maglia da titolare. In attesa di Almqvist, in fase di recupero dopo un inizio di stagione esplosivo, e del ritorno al gol di Krstovic.
