foto: Oudin, uno dei migliori di oggiph: Coribello/SS
LECCE – Sconfitta con onore e tra gli applausi dei tifosi: le pagelle del ko di Torino
Falcone 6: Probabilmente ci sarebbero voluti più uomini in barriera sul gol di Paredes. Beffato da Miretti (uscita un po’ in ritardo) sul gol poi annullato alla Juve. Si riscatta nel finale intervenendo su un insidiosissimo tiro di Kostic e chiudendo lo specchio a Vlahovic lanciato in porta.
Baschirotto 6: Stenta a prendere le misure sulla “nuova” posizione in campo. Diverse le incomprensioni con Gonzalez, poi risolte dalle disposizioni di Baroni. Col passar del tempo carbura, assicurando la solita dose di cattiveria agonistica e di solidità. Certo, davanti aveva un brutto cliente come Kostic, con cui duella sino alla fine. Avesse segnato col mancino, sarebbe venuto giù lo spicchio giallorosso dello “Stadium”. Preso fuori tempo nel gol annullato a Miretti, che gli scappa via altre volte.
Romagnoli 6: Non appariscente come Baschirotto ma concreto quando è chiamato in causa. Davanti ha fiori di campioni ma se la cavicchia con onestà e con mestiere. Si conferma un titolare che parte dalla panchina.
Umtiti 6,5: Superlativo in un paio di occasioni, prova a tenere alta e stretta la difesa dando lezioni di anticipo e di tempismo. Prende un giallo che non c’era. La sua presenza in campo carica tutti i compagni a dare il massimo sempre, come fa lui. Per segnare, Vlahovic deve staccarsi dalla sua marcatura e girare al largo.
Pezzella 5,5: In campo dal primo minuto dopo un mese di panchina, viene spesso richiamato dal suo allenatore a spingersi di più sulla fascia. Lento nel chiudere su Fagioli, nell’azione del gol annullato a Miretti, si riscatta costruendo con Banda l’azione che porta al rigore per mani di Danilo. Blanda la pressione su Vlahovic nel gol del 2-1, poi un paio di buone chiusure e qualche cross sicuramente più ficcanti rispetto a quelli di Gallo.
(71′ Ceccaroni) 6: Gettato in campo quando il Lecce sta compiendo il massimo sforzo per cercare il pareggio e la Juve può divertirsi in contropiede. Fa quello che può.
Gonzalez 6: Macina chilometri su chilometri, andando in pressing asfissiante sul portiere bianconero e prendendo anche qualche iniziativa con il coraggio dei suo vent’anni. Molto dinamico e propositivo nel primo tempo in cui compensa qualche errore di tocco con generosità e sacrificio, salvando un gol fatto con una scivolata decisiva su Miretti e costringendo Danilo al fallo di mano. Si affloscia col passare dei minuti ma si conferma in netta ripresa dopo un periodo opaco.
(60′ Di Francesco) 5: Decide di non attaccare il primo palo, insieme a Ceesay, sulla discesa libera di Banda che scarta via mezza difesa e mette in mezzo un pallone solo da spingere in porta. Entra in campo per alzare il tasso tecnico giallorosso, ma non si fa vedere quasi mai. Lo ripetiamo: da un calciatore del suo livello e della sua esperienza, serve di più, molto di più.
Hjulmand 6,5: Da solo a lottare contro i mostri, se la cava con freddezza, intelligenza e corsa. Non impeccabile come in altre occasioni, perché, in particolare, perde un paio di palloni da cui nascono palle gol nitide per la Juve. L’unico, comunque, a vedere traiettorie nascoste, a pescare compagni lontani con lanci precisi da 30-40 metri, a far muovere il pallone costantemente e a rincorrere tutto e tutti. Che gli possiamo chiedere altro? Ah, sì. Un gol. Ma magari segnerà quello della salvezza.
(89′ Voelkerling P.) sv: Entra in campo con l’espressione di chi sta andando a fare una visita specialistica. E, comunque, ogni professionista avrebbe il compito di dare il massimo, anche per pochi minuti.
Maleh 5,5: Come il suo cognome. Viene spesso preso in mezzo e, non avendo un fisico da corazziere e non compensando con la grinta da Rottweiler, che non ha, ne esce spesso sconfitto. Distratto nel concedere troppi metri a Vlahovic, che non è uno qualsiasi. Al Lecce mancano i gol dei centrocampisti. Ma i centrocampisti non tirano mai in porta…
(60′ Blin) 6: Lavoro oscuro con le squadre allungate e con gli schemi che saltano, minuto dopo minuto. Assicura più peso in campo rispetto a Maleh, ma poco cambia in fase propositiva, che è quella che sarebbe servita nella seconda parte della ripresa.
Oudin 6,5: Con la gente che ancora stava prendendo posto, inventa un assist al bacio per Ceesay, che segna in fuorigioco. Prova anche un pallonetto da 40 metri, segno che il carattere c’è. Si sacrifica in copertura e assicura più qualità alla mediana giallorossa, prendendosi il compito di inventare qualche traiettoria per i suoi attaccanti. Fisiologicamente perde qualche pallone e si dimentica anche di Bremer che spacca il palo, ma è in tutte le azioni più pericolose del Lecce, che non sono state poche. I corner e i piazzati sono tutti suoi, attendiamo con ansia che ne metta dentro anche qualcuno.
Ceesay 6: Il rigore trasformato con freddezza, di fronte a un portiere che ha una media stratosferica come cattura rigori, fa da contraltare con il clamoroso gol del 2-2 fallito da due passi. In mezzo, tanta corsa e tanto pressing, duelli aerei e buone sponde. Ma doveva attaccare il primo palo sull’azione di Banda. E, comunque, scivola sempre troppo. Ma c’è qualcuno in società che gli possa consigliare dei tacchetti migliori?
(89′ Colombo) sv
Banda 6: Solito schema: croce e delizia. Croce, perché spesso sbaglia l’ultima scelta. Delizia, perché quando parte, lascia a terra il suo avversario diretto con discreta continuità. Entusiasmante quando dice ciao ciao a Cuadrado e va sul fondo, palla poi non sfruttata dai suoi colpevoli compagni di reparto. A volte si intestardisce troppo e dovrebbe alzare di più la testa, ma è giovane e al suo primo campionato in A, come molti dei suoi compagni.
All. Baroni 6: Una squadra piena zeppa di giovani e di esordienti in A tiene testa a uno dei top club europei. Il Lecce esce dal campo a testa altissima e tra gli applausi dei tifosi presenti allo Stadium, che hanno compreso gli sforzi dei ragazzi e li hanno incitati, dal primo all’ultimo. Gli si chiedeva di giocarsela contro la Juve, senza dare per scontata la sconfitta, e il Lecce questo ha fatto. Una sconfitta del genere non può che diventare una molla per il match più importante, quello col Verona.
