SALENTINI DOC – Gianni Inguscio: “Scommetterei su Alanzinho, Gutierrez e…”
Gianni "Database" Inguscio è una garanzia di conoscenza quando si parla di calcio salentino come di quello sudamericano. Una passione profonda, di quelle che ti avvolgono H24. Il tutto condito da una memoria infallibile, ed un fiuto che arriva, spesso e volentieri, prima delle trattative transoceaniche riportate dai nostri quotidiani. Con lui abbiamo parlato del nostro campionato, di quello argentino, e di tanto altro…
Gianni, come motivi il calo del livello tecnico del nostro calcio?
"C'è poca qualità, un po' dipende dalle politiche del settore giovanile, dove si investe troppo poco, anche nelle strutture. Non è un caso che il Barcellona sia considerata la società migliore del mondo, vince con otto prodotti della Cantera, realizzata investendo 77 milioni. Ogni anno per il settore giovanile investe circa 15 milioni, uno sproposito rispetto a quanto investono i nostri club. Nel calcio italiano è forte la mancanza della cultura del settore giovanile: da parte di tutti, non solo dele big di serie A".
Tanti sudamericani di cui parlavi diverso tempo fa stanno esplodendo, o sono al centro dei desideri di club italiani ed europei. Perchè si arriva sempre “dopo”?
"Tre anni fa parlavo di Gaitàn, Gabriel Hauche, Mauro Formìca…Gaitàn ora è nel Benfica, Formìca stava per andare al Genoa, Hauche lo vuole il Napoli. Due anni fa per il suo cartellino l'Argentinos Juniors chiedeva un milione di dollari, oggi si parla di otto/nove milioni. E ce sono altri, molto altri".
Facci qualche nome, allora…
"David Ramirez, enganche del Godoy Cruz Alberto Tomba: un calciatore di fantasia, il nostro trequartista. Nel campionato di Apertura ha messo a segno dieci gol, Riquelme ne parla come il “più forte degli ultimi quindici anni qui nel campionato argentino”. Certo non è più giovane, essendo un classe '81, ma farebbe comodo a tante squadre in italia. Poi il colombiano Racing Avellaneda, Teofilo Gutierrez, attaccante che gioca in coppia proprio con Hauche. Ed il centrocampista centrale Lanùs Diego Valeri".
Perchè le nostre squadre arrivano quando già la loro quotazione è lievitata?
"Ci vuole coraggio. Parliamo di un campionato molto lontano, bisognerebbe mettere in piedi rete di osservatori in stile Udinese. Lazio, Palermo e quella friulana penso siano società-esempio da questo punto di vista, creano continuamente surplus prendendo calciatori importanti prima della loro consacrazione mediatica".
Quale strada per il rilancio?
"Investire nelle strutture e nelle sovrastrutture fatte di persone. Negli anni '80 il Barca non vinceva nulla, ha dovuto cambiare idea di fare calcio. Oltre agli otto calciatori formidabili di cui si parla c'è anche Fabregas. Udinese investe negli uomini, ha una rete osservatori concentrata su un mercato dove se si è attenti si possono prendere calciatori molto forti pagandoli non troppo. Sanchez, ad esempio, proviene da un campionato mediaticamente quasi anonimo come quello messicano".
I tuoi undici ideali: partiamo da quello “italiano”.
"Scelgo il 4-3-3, in panchina Delio Rossi: Viviano; Santon, Thiago Silva, Samuel, Chiellini; Hamsik, Pirlo, Hernanes; Cavani, Eto'o, Matri".
Ora quello internazionale.
"Sempre 4-3-3, in panchina Guardiola: Casillas; Aguirregaray, Piquet, David Luiz, Bastos; David Ramirez, Xavi, Iniesta; Messi, Dzeko, Di Maria".
Piatti, a Lecce, fa fatica.
"E' un peccato che non giochi, è un calciatore all'altezza della Serie A. Gli argentini hanno bisogno di continuità il primo anno, o è la fine. Tatticamente Piatti è una mezz'ala destra, o un esterno di centrocampo. Non ha il passo per fare il centrocampista, salta l'uomo ma non ha il cambio di passo".
Il Lecce si salverà?
"Sta facendo campionato che doveva fare, se la gioca con altre sei squadre. Sono ottimista, esprime un ottimo calcio".
Tre consigli per gli acquisti?
"Matias Irace, giocatore da serie A, pesa 30 punti per il Nardò. Se prendi tanti del massimo campionato e li metti nel Nardò al posto suo pochi riescono a dare questo apporto. Correa del Varese è fortissimo, ma Irace è superiore e lo dimostra anche il numero di partite giocate nel Rosàrio. Donda, ex Bari, in serie A argentina non ha mai giocato. Poi Alanzinho, esterno sinistro di centrocampo del Trabzonspor".
La serie D di quest'anno, invece, come la vedi?
"Il livello tecnico sembra molto più basso rispetto alle ultime annate. La Virtus avrebbe tutto per vincere e stravincere, questo ti spiega che non basta prendere calciatori dalle categorie superiori. Bisogna giocare con umiltà e conoscere la categoria, la squadra rossazzurra poi non ha mai trovato un attaccante che segni con regolarità. Il Nardò rispetta i programmi: tutto dipende dalle prossime gare. Nei play-off Nardò e Casarano possono giocarsela con chiunque".
Eccellenza e Promozione, invece?
"Il livello è sceso anche in Eccellenza, mancano Nardò, Trani, Terlizzi e Molfetta che lo scorso anno erano decisamente superiori. Questo pur essendoci piazze come Monopoli e Martina. Il Copertino è stato costruito per i play-off, mantenendo l'intelaiatura e inserendo giocatori di categoria superiore. Probabilmente paga problemi a livello psicologico. In Promozione il Maglie è squadra molto forte, di categoria superiore. E il Galatina sta facendo bene. Penso poi che Ruggiero in promozione sia una stranezza nel calcio, ma anche altri suoi tre compagni che dovrebbero giocare, minimo, in D: Raponi Veron, Capitani. E il classe 93 Mariano".
Pronosticone finale sul campionato…
"Scudetto all'Inter, Lecce salvo. Bari, Brescia e uno tra Cesena e Samp nei cadetti".
