EUROPEI – Conte e Cassano, la storia dei due pugliesi in Nazionale
La Puglia è sicuramente una delle regioni più virtuose d’Italia, a livello calcistico una delle più prestigiose del Meridione insieme alla Campania e alla Sicilia. Negli ultimi anni i due grandi rappresentati di questo territorio a livello mondiale sono stati senza dubbio Antonio Conte e Antonio Cassano. Accomunati dal nome e dalla passione per il pallone, l’ex allenatore dell’Inter e l’ex calciatore di Bari, Roma, Real Madrid e Sampdoria, solo per citarne alcune, hanno portato in alto il nome della Puglia anche con la maglia della nazionale.
Conte, un giocatore che aveva fatto capire da subito di essere portato per fare anche l’allenatore, è stato l’artefice anche dell’ultima spedizione di un certo rilievo da parte della nazionale italiana, che sotto la sua gestione arrivò ai quarti all’Euro 2016. La nazionale attualmente allenata da Roberto Mancini è adesso una delle outsider secondo le quote sugli Europei disponibili online, e proverà quantomeno a migliorare i numeri del tecnico salentino cinque anni fa. L’ex allenatore nerazzurro ha avuto una grande carriera da calciatore soprattutto con la Juventus, con la quale ha conquistato l’ultima Champions League dei bianconeri, e la rappresentativa nazionale. Mediano arcigno ma dotato anche di ottime capacità di inserimento, Conte non è stato aiutato dagli infortuni, che gli hanno permesso di giocare solo 20 partite con la maglia azzurra, realizzando presenze importanti ai mondiali del 1994 e agli europei del 2000, ma ogni volta che ha giocato non ha sfigurato, dimostrando serietà e passione per la casacca tricolore. Con l’Italia, tuttavia, Conte si prese la rivincita proprio agli Europei del 2016, quando realizzò un mezzo miracolo calcistico facendo tremare la fortissima Germania ai quarti di finale nonostante avesse a disposizione una squadra con una qualità nettamente inferiore.
Per quanto riguarda l’altro Antonio, ossia Cassano, parliamo del classico talento nato in strada, in quei tempi in cui i campi erano ancora sterrati e non ancora nella più adatta erba sintetica, come vogliono le regole della generazione attuale. Nato a Bari nel 1982 e cresciuto nei vicoli del centro città, colui che per tutti è sempre stato Peter Pan ha avuto una carriera molto meno importante di quella che il suo talento avrebbe meritato, soprattutto per una questione caratteriale. Dotato di un talento strepitoso che gli permetteva di dribblare quanti avversari volesse e mettere davanti alla porta i suoi compagni con estrema facilità, il barese non ha però mai trovato la continuità giusta per vincere grandi cose, limitandosi a giocare bene solo quando gli andava.
Autore di grandi partite con il Bari, fu acquistato dalla Roma appena maggiorenne, e dopo alcuni screzi con Fabio Capello fu ceduto al Real Madrid, dove ritrovò lo stesso tecnico friulano. La sua riscossa avvenne alla Sampdoria, squadra che gli permise di trovare la sua dimensione. Vincitore dello Scudetto 2010-11 con la maglia del Milan, Cassano fu anche protagonista di due europei con la maglia azzurra, quello del 2004 e quello del 2012, dove vinse la medaglia d’argento sotto la gestione di Cesare Prandelli.
