LECCE – Il calo fisico è evidente. Per battere il Carpi serve il cuore
Domani, domenica 16 giugno alle 17 al Via del Mare prenderà il via l’ultimo atto di una stagione maledetta per il Lecce. Sul campo salentino i giallorossi si giocheranno l’ultima carta per tentare di scappare da un inferno chiamato Lega Pro.
SQUADRA STANCA – Non è ancora arrivato il tempo dei commenti e dei rimpianti ma nell’ultimo mese un aspetto è balzato agli occhi dei tifosi: la stanchezza. I calciatori giallorossi sono stanchi per una stagione in una categoria non voluta, iniziata con il ritiro di luglio e ancora in bilico a metà di questo mese di giugno. Una squadra stanca anche di testa perché non si aspettava un torneo così duro, perché la lotteria dei playoff fa paura anche se davanti hai una squadra dalla storia, con tutto il rispetto per il Carpi e per i loro tifosi, poco nota e marginale nell’enciclopedia del calcio professionistico italiano.
CROLLO FISICO NELLA RIPRESA – Il caldo previsto per domenica non aiuterà i giallorossi, in debito d’ossigeno da almeno un mese dopo aver giocato a mille all’ora nei precedenti nel vano tentativo di riagguantare il Trapani in vetta alla classifica. I primi segni di cedimento si sono visti proprio contro il Carpi nel match giocato il 5 maggio a Lecce e recuperato per il rotto della cuffia grazie all’orgoglio di un certo Javier Ernesto Chevanton. Dalla settimana successiva il crollo fisico nella ripresa è stato certificato a Bergamo dall’Albinoleffe con i gol di Girasole al 59° e di Pesenti al 73° minuto. Questa sconfitta costerà l’esonero a mister Toma e l’arrivo di Gustinetti.
RIPRESA DA BRIVIDI – Col “Gus” la musica non cambia nel secondo tempo: buona partenza nei primi minuti della ripresa e poi netto calo fisico dopo l’ora di gioco. Il gioco inizia a subire nette involuzioni e il centrocampo non riesce più a fare da schermo per la difesa. Il risultato si traduce in una squadra arroccata nella propria metà campo nel tentativo di ribattere gli attacchi avversari in attesa che arrivi quanto prima il fischio finale.
LA PAURA FA 70 – Un dato statistico tanto curioso quanto cinico per il Lecce dell’ultimo mese è relativo al momento della partita in cui subisce il gol. A partire da quello realizzato da Pesenti contro l’Albinoleffe il Lecce ha sempre preso gol fra il 70° e il 79° minuto: con l’Entella nella semifinale playoff d’andata al 75°, il gol di Vannucchi al ritorno a Lecce al 72° e il gol del Carpi nella finale d’andata al Cabassi al 72° minuto. Sarà un caso ma ciò denota un calo fisico e di attenzione in questo periodo della gara nelle ultime uscite del Lecce.
