[ESCLUSIVA SS] SALENTO WOMEN SOCCER – Serena D’Amico, l’assopigliatutto: “È l’anno dei record!”
Capocannoniere della Salento Women Soccer, squadra pluripremiata e fresca di promozione in A2 (dopo un campionato chiuso da imbattuta) e di Coppa Puglia, Serena D’Amico, classe ’92, si racconta ai microfoni di SalentoSport e ci dice la sua sulla situazione generale del calcio femminile in Italia.
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Come è nata la tua passione per il calcio? Che squadra tifi?
Non lo ricordo con esattezza, da sempre, da quando ero molto piccola. Ho iniziato partecipando a dei tornei e a delle partite che organizzavano vicino casa. La mia squadra del cuore è la Roma, dove gioca il mio idolo: Francesco Totti.
Quando hai pensato di “entrare in campo” fisicamente e non solo di seguire il calcio da tifosa?
Nonostante sia entrata a far parte della Salento Women Soccer a 12 anni, ho dovuto aspettare i 14 anni per scendere in campo.
Cosa ne pensano i tuoi amici e la tua famiglia di questa passione?
I miei amici mi fanno i complimenti; la mia famiglia inizialmente era contraria, ora invece sono i miei primi tifosi.
Come mai il calcio femminile è poco seguito, secondo te?
A questa domanda, ancora oggi, è difficile dare una risposta. Non ci si spiega perché lo stesso sport possa avere una visibilità differente a seconda che a praticarlo sia un uomo o una donna. Per me la differenza sta proprio nel successo che riscuote uno e che non riscuote l’altro.
Perché, secondo te, l’idea di calciatrice è ancora ancorata all’idea di poca femminilità delle atlete?
L’idea di calciatrice viene collegata all’idea di poca femminilità proprio perché il calcio viene visto come uno sport esclusivamente maschile.
Com’è stata la tua esperienza nella Salento Women Soccer quest’anno? Raccontaci le difficoltà e le soddisfazioni maggiori.
Questo è stato un anno da ricordare, posso definirlo “l’anno dei record” sia a livello personale che collettivo. È stata una stagione ricca di soddisfazioni, dopo aver conquistato la promozione in Serie A2 e la Coppa Puglia, personalmente mi sono aggiudicata il titolo di capocannoniere sia in campionato che in coppa. Accanto alle soddisfazioni purtroppo ci sono anche le difficoltà, e sono enormi, non è facile andare avanti senza una base economica alle spalle.
Com’è il tuo rapporto con le compagne di squadra?
Il rapporto con le mie compagne è fantastico. Siamo un grande gruppo, c’è grande stima e rispetto. Tutto ciò ci ha portato a raggiungere questi risultati.
Qual è, se secondo te esiste, la differenza sostanziale tra una squadra di calcio maschile e una femminile?
Secondo me non dovrebbe esserci nessuna differenza, squadra viene considerata quella maschile e squadra viene considerata quella femminile.
Com’è il tuo rapporto con l’allenatore?
Oltre ad essere il mio allenatore è anche mia compagna di squadra e mia amica (Vera Indino, ndr). Ci conosciamo da 8 anni, da quando sono entrata a far parte della squadra. Tra di noi c’è un grande rapporto di stima e di rispetto.
Pensi che una donna nei panni di allenatore sia più o meno efficace rispetto ad un uomo?
Io penso che non ci sia differenza tra un allenatore uomo e un allenatore donna. Se un allenatore è in grado di svolgere il compito per il quale è chiamato, gli obiettivi prefissati si raggiungono allo stesso modo. Mi piace sottolineare, come donna, che il mio, oltre ad essere allenatore è anche moglie e mamma di due bambini.
Qual è stato il gol/l’avvenimento/la vittoria conseguita che ricordi con maggiore emozione?
Nel corso di questi anni tutte le vittorie e i gol che ci sono stati mi hanno dato emozioni, è difficile scegliere. Posso ricordare il gol segnato all’ultimo minuto di gioco durante la partita Salento Women Soccer – Campobasso, fondamentale per la salvezza nel campionato nazionale di Serie B e la vittoria nel derby Salento Women Soccer – Bari. L’avvenimento più importante, invece, è stata la convocazione in Nazionale Under 19 nel giugno 2009.
Progetti per il futuro?
Trovare uno sponsor per poter disputare il campionato di Serie A2.
