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SALENT SCOUT – Gabriel Lunetta, sedicenne bomber sulle orme di Ibra

(di Attilio PALMA) – Padre salentino (leccese doc!), Gianfranco, madre parigina, Dominique, e la grande passione di correre dietro ad un pallone. Gabriel Lunetta, 16 anni, attualmente residente a Milano, gioca a calcio da quando ha imparato a camminare. Dotato di grandissima tecnica, forte fisicamente (183 cm per 73 chili di muscoli) ma anche rapido e veloce. Ha doppia nazionalità italiana e francese ed è un cosiddetto calciatore “moderno”, in grado cioè di ricoprire entrambe le fasi. Finora, si è ben comportato nel Campionato Allievi Nazionali dell’Atalanta (indossando la maglia numero 9 da titolare dopo solo due partite) e nei due tornei “Beppe Viola” ad Arco di Trento e “Maggioni Righi” a Borgaro (TO) dove ha portato la sua squadra in semifinale con un goal di “rapina” al Borussia Dortmund al 2’ del primo tempo.

Due mesi fa con un’altra “rapina in area”, in piena fase di recupero, ha consentito all’Atalanta di pareggiare 2-2 al “Vismara” (in casa Milan), facendo collezionare a Mister SuperPippo Inzaghi, la prima espulsione nella sua ancora breve carriera come allenatore. L’Atalanta non sa ancora se il prossimo anno si iscriverà al Campionato Beretti, ma Gabriel, chissà, potrebbe “saltare” dritto in Primavera.

Il suo agente, Stefano Sem pare sia stato contattato da due club di prima fascia europei “che giocano la Champions …” che avrebbero già messo gli occhi sul giovanotto di belle speranze. Valerio Rubagotti, ex-Responsabile Area Tecnica del Lecco, club nel quale Gabriel giocava sino all’anno scorso (il suo è stato un campionato strepitoso) ritiene che nei suoi 22 anni come allenatore – ndr. è lo stesso “Mister” che allenava nel 2009 i Giovanissimi ’96 del Milan, che vinsero il Torneo Internazionale di Gallipoli in finale contro l’Inter Gabriel sia uno dei pochissimi giocatori in grado di “dare del tu alla palla ” che lui abbia mai visto. Il sogno nel cassetto di Gabriel? “Sicuramente – dice – il mio sogno principale è quello di esordire in serie A e disputare una partita con la maglia della Nazionale (Italiana) e perché no, sentire dal campo quella musichetta della Champions tanto amata da tutti. Per il presente ho tanti piccoli sogni che però custodisco dentro di me …”.

Alla domanda, invece, a quale campione si ispiri risponde così: “Il giocatore a cui mi ispiro maggiormente è Ibrahimovic, un vero campione dentro e anche fuori dal campo, aldilà di qualche critica che gli hanno fatto in passato in Italia e Spagna per il suo modo sempre diretto di dire le cose, a chiunque. Vero professionista come pochi, inoltre, mi piace leggere biografie di calciatori illustri e nell’ultimo periodo, mi ha molto colpito quella di Pelé”.