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SERIE A – Zeman, 73ª primavera: “Il calcio mi manca ma spero non si ricominci. Senza gente non ha senso”

Settantatreesimo compleanno, ieri, per Zdenek Zeman, che a Lecce ha lasciato un segno indelebile della sua lunga carriera da allenatore. Il boemo è stato uno degli ospiti contattati da “Un giorno da pecora”, storica trasmissione radiofonica in onda su Radiouno. Zeman si è detto nettamente contrario alla ripresa del campionato. Di seguito riportiamo alcuni passi dell’intervista.

GLI AUGURI FANNO PIACERE ANCHE SE…“Ho spento le candeline con mia moglie. Erano 53, molti sbagliano le date (scherza, ndr). Non ho ricevuto regali ma tanti messaggi di auguri, sempre graditi, vuol dire che qualcuno ancora si ricorda di me. Ho ricevuto messaggi da calciatori, amici, nemici, giornalisti, da gente che all’epoca non mi trattava bene. Dalla Juve non ne ho ricevuti, anche se me ne sarei aspettato uno in particolare, da un biondino che prima giocava e ora fa il dirigente (riferimento a Nedved, ndr).

RIPARTENZA? LA SALUTE VALE DI PIÙ – Ripartenza dei campionati? Se non si ordina a questo virus di sparire, la vedo male. Trentamila morti non sono pochi. Il calcio vuol ripartire perché mancano i soldi che già mancavano prima, si prova a recuperare qualcosa. La salute è ben più importante del ricominciare a giocare. Il protocollo sanitario? Non si può giocare con le mascherine. Le scuole sono chiuse e i bimbi non sputano, mentre i giocatori sputano tutti e sarebbe ancora più pericoloso. Non immagino una partita senza abbracci dopo un gol, ma nemmeno a porte chiuse. Per me il calcio è lo spettacolo per la gente; senza gente non ha senso. Se ricominceranno, rivedrò certamente le partite, il calcio mi manca, ma mi auguro per loro che non si ricominci. I cinque cambi a disposizione? È un’altra cosa per la quale il campionato diventerebbe irregolare, perché le regole devono essere uguali per tutti e per tutta la stagione. Ciò favorirebbe chi ha una panchina lunga”.

NE USCIREMO MIGLIORI? NO“Cosa ho fatto in questi due mesi? Ho fatto poco, ero abituato a vedere lo sport in tv ma sono comunque riuscito a bruciare lo stesso la tv, non avendola mai spenta per 20 ore su 24. Amo le serie poliziesche, in particolare Sherlock Holmes. Se è vero che ne usciremo migliori? Non lo so, io la penso al contrario. Usciremo tutti più arrabbiati, specialmente chi ha perso tanto per colpa di questo virus”.