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L’INTERVISTA – Parola agli esperti, parla Bianco (prep. atl. Racale): “Ripresa? Molto difficile. Occorrono buon senso e gradualità, no alle improvvisazioni”

Eccezion fatta per qualche attività specifica, il nostro Paese sarà soggetto alle misure restrittive fino ad almeno il 3 maggio, con un il lockdown che viaggia ormai verso i due mesi. Come già detto nelle precedenti esclusive, tutto ciò ha certamente cambiato radicalmente anche il lavoro nel mondo del calcio, soprattutto in quello dilettantistico, che ora continuerà a vivere nella più totale incertezza fino a nuove disposizioni. Oggi abbiamo raccolto le sensazioni del professor Giuseppe Bianco, collaboratore di mister Pietro Sportillo nell’Atletico Racale che si accingeva ormai alla volata finale per quello che appariva un ormai vicinissimo salto di categoria e che ora inevitabilmente attenderà nuovi sviluppi.

SITUAZIONE GENERALE E LAVORO CON LA SQUADRA – “Una situazione che nessuno di noi, credo, si immaginasse di vivere. Siamo, ormai, giunti alla quinta settimana da quando sono state adottate le misure restrittive e il lockdown. A noi, tuttavia, spetta il semplice compito di restare a casa, e in questo, possiamo ritenererci fortunati, perché i veri ‘eroi’ di questa emergenza sono tutte quelle persone che stanno lottando in prima linea contro questa pandemia. Insieme ai nostri ragazzi, che hanno risposto da subito con grande responsabilità ed impegno, abbiamo creato un apposito gruppo whatsapp, tramite il quale ci aggiorniamo costantemente inviando le proposte di allenamento e le linee guida da osservare, il tutto, sempre sotto la supervisione del nostro mister. Nell’arco della settimana, tenendo conto degli spazi e dei mezzi a disposizione di ognuno, alterniamo, lavori di tonificazione generale a carico naturale o con piccoli attrezzi, anche ‘di fortuna’, che fungono da sovraccarico; a lavori più di tipo metabolico, utilizzando sessioni che fanno parte di quella cerchia denominata HIIT (High Intensity Interval Training). Ovviamente, quello che stiamo cercando di fare in queste settimane, è un lavoro di  mantenimento, che serve a contrastare i fenomeni del de-allenamento, e quindi, cercare di ridurne e/o rallentarne gli effetti. Considerato che il nostro sport è di tipo situazionale, altamente complesso e ricco di variabili; i mezzi e i metodi più efficaci ed essenziali, restano quelli di tipo ‘specifico’, cioè con la palla, con i compagni e gli avversari. Pertanto, non si può considerare un eventuale ritorno all’attività agonistica senza prima aver effettuato alcune settimane di lavoro sul campo. Stando alle ultime notizie e ai pareri del comitato tecnico/scientifico Covid-19, una ripresa degli attuali campionati sembra altamente improbabile, se non impossibile, per i dilettanti. Noi, in ogni caso, consigliamo ai calciatori di non fermarsi, poiché, secondo quanto espresso in precedenza, più tempo si trascorre senza allenarsi, più tempo e fatica bisognerà spendere successivamente alla ripresa nel tentativo di ritrovare una condizione fisica ottimale, e inoltre, più alto sarà il rischio di andare incontro ad eventuali infortuni“.

LAVORO TRA LE MURA DOMESTICHE“In questi giorni di quarantena, prezioso è stato l’utilizzo delle varie tecnologie di comunicazione e condivisione, e del web in generale. In rete vi sono diverse fonti: video, tutorial e anche ‘dirette’ sui vari canali social, lavori molto interessanti, eseguiti da validi professionisti che si sono prodigati mettendo le loro competenze al servizio della comunità; ma, al tempo stesso, si trova anche molto materiale, concedetemi il termine, improvvisato, effettuato da persone altrettanto ‘improvvisate’, che non tengono conto delle condizioni di salute, dello stato di forma, dell’esperienza e delle specificità di ognuno.
Pertanto, ciò che mi sento di consigliare è: avere buon senso, facendo attività adatte ed idonee alle nostre effettive condizioni e possibilità, magari, facendosi aiutare e consigliare da un esperto. Non si può chiedere al nostro corpo di rispondere improvvisamente a stimoli molto elevati e ravvicinati, se prima non lo ‘si prepara’, seguendo un percorso graduale, che va dal semplice al complesso, utilizzando esercizi propedeutici, progressivi e con difficoltà crescente, permettendo al nostro corpo, così, di adattarsi e rispondere in maniera adeguata, perchè è meglio poco, ma fatto bene. Ricordiamo, inoltre, che per raggiungere uno stato di benessere, l’attività fisica deve essere correlata a corretti stili di vita e buone abitudini, adeguato riposo, e una sana e corretta alimentazione, concedendoci però, qualche piacevole ricompensa culinaria, che fa bene alla nostra mente e al nostro stato emotivo”.