SERIE B – Spezia, l’ultimo ostacolo per la A è un osso duro. Liguri mai battuti da una big
Per il Lecce di Liverani c’è l’ultima ostica curva da superare, indenne e vincente, per tagliare il traguardo della promozione in Serie A. Una curva che è però di quelle tortuose, difficili da interpretare almeno fin quando non te le trovi davanti: lo Spezia di Pasquale Marino. I liguri, partiti in estate con l’obiettivo di centrare i playoff, hanno frequentato con costanza le zone medio alte della classifica fino all’attuale sesto posto che rispecchia i valori di tutto rispetto della rosa, piazzamento frutto di un cammino d’altro canto contraddistinto da un alternarsi di qualità nelle prestazioni che hanno reso i bianconeri una vera e propria mina vagante del campionato.
Difesa solida ma non impeccabile (al passivo 44 gol, come il Lecce), centrocampo tra i più dinamici della categoria ed attacco privo di un vero goleador ma di sicura affidabilità, tanto da essere il quinto migliore del torneo. Un dato che non farà stare tranquillissimi i tifosi giallorossi è rappresentato dallo straordinario score dei liguri nei confronti delle prime tre della classe, con le quali non hanno mai perso, vedi i due pari con il Palermo (compreso il 2-2 di dieci giorni fa che ha regalato il primo match ball alla banda di Liverani), la vittoria dell’andata sul Brescia a cui ha fatto seguito lo scoppiettante 4-4 del ritorno, oltre all’1-1 ottenuto proprio con il Lecce al Picco. Lo Spezia sa quindi come fare per farsi rispettare negli stadi più ostici.
Come se non bastasse, a non sorridere per i giallorossi c’è lo score dei precedenti al Via del Mare. Score che vede addirittura il Falchetto in vantaggio per 2 vittorie ad 1, più 3 pareggi. L’unico successo leccese risale alla Serie B 1930/1931 (finì 4-2), e nel più recente incrocio, lontano 12 anni, il punteggio finale fu di 2-2.
