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NARDÒ – Società e tifosi respingono l’etichetta di “razzismo”

Nette le prese di posizioni della società e dei tifosi del Nardò dopo l’ammenda di duemila euro e la squalifica del campo (sanzione sospesa), decisa dal Giudice sportivo dopo la gara di domenica scorsa contro il Picerno, causata, si legge sul comunicato della Lnd, da questa motivazione: “Per avere alcuni dei propri sostenitori, nel corso della gara, rivolto in più occasioni espressioni costituenti discriminazione per ragioni di razza all’indirizzo di un calciatore della squadra avversaria“.

Prendiamo le distanze da coloro che avrebbero rivolto tali espressioni a sfondo razziale – si legge in un comunicato dell’Ac Nardò. Riteniamo, però, necessarie alcune considerazioni determinanti e documentate da video, che rendono la sanzione difficile da accettare, stante il comportamento antisportivo di Langone Aboubacar del Picerno, sfuggito alla terna arbitrale ma non ai nostri sportivi e che è stato l’elemento scatenante dei fischi nei suoi confronti, cosa che nel corso della gara, fino a quel momento, non era mai avvenuta. Le immagini si commentano da sole. Conoscendo inoltre la correttezza e i valori della nostra tifoseria, che ripudia in tutte le sue forme il razzismo e la discriminazione, rispecchiando per intero i valori dell’intera comunità neritina (insignita del titolo di città dell’accoglienza dal presidente della Repubblica nel 2006), respingiamo con fermezza l’idea di chi pensa che i tifosi del Nardò abbiano simili deprecabili e stolte idee. Questa società è da sempre impegnata nel promuovere un tifo corretto, coinvolgente e leale, ed è pienamente soddisfatta dal livello di maturità espresso allo stadio dalla sua gente. Per ultimo, nella rosa della prima squadra militano atleti di colore perfettamente integrati e ben voluti. Esortiamo infine tutti, alla luce della pena sospesa di squalifica del campo, e con gli sforzi tesi alla salvezza nella quale crediamo fermamente e verso la quale stiamo indirizzando le nostre energie, a non cadere nella provocazione che potrebbe risultare deleteria nel percorso di raggiungimento dell’obbiettivo sportivo stagionale.

Adesso una lezione di lealtà…”.

In calce al comunicato, viene pubblicato un video che vi alleghiamo.


Decisione “assurda” la definiscono gli Ultras Nardò. Non accettiamo che la nostra tifoseria venga additata come razzista – aggiungono – perché i fischi dei tifosi sono partiti spontaneamente in momenti in cui la squadra avversaria si riversava in attacco o a causa di atteggiamenti palesemente scorretti, indipendentemente dal colore della pelle di chi c’era in campo e siamo certi che se sul terreno di gioco non ci fossero stati calciatori di colore, i fischi ci sarebbero stati ugualmente ma non avrebbero sortito assurde conseguenze”. Così chiosano: Ipocriti incompetenti che sedete tra i banchi della Lega e che con questi provvedimenti balordi state distruggendo il calcio, le tifoserie e le società, sappiate che chi discrimina per il colore della pelle siete voi! Gli unici razzisti siete voi! L’unico colore che fa vibrare i nostri cuori e che ci fa infervorare è quello della nostra maglia. Del resto ce ne freghiamo”.