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BRESCIA-LECCE: Prima scappi, poi ti rovino

Remake riadattato della pellicola dei fratelli Cohen, “Prima ti sposo, poi ti rovino”, oggi e’ andato in scena allo stadio “Mario Rigamonti”. Il Brescia prima tenta la fuga, per nulla appesantito dalla tremenda umidità e pioggia, per poi rovinarsi con le sue mani concedendo il pari ad un grintoso Lecce, sceso in campo con la possibilità di giocare per due risultati su tre.
La cronaca con un inversione cronologica inizia dalla fine. Secondo minuto di recupero dei quattro assegnati da Emidio Morganti, il Brescia riversato in area di rigore scaraventa negli ultimi sedici metri il pallone, l’esterno sinistro Brivio, in anticipo su Caracciolo scaraventa in pallone in calcio d’angolo. Il Brescia batte il corner, mischia in area, la palla, dopo un serie infinita di tocchi, giunge a Caracciolo che segna apre le braccia e corre verso la curva, ma il “Rigamonti” viene gelato, goal annullato, fuorigioco della stessa punta. Sospiro di sollievo Lecce, che ad un passo dal filo di lana, aveva visto sfumare la rimonta compiuta dopo lo svantaggio iniziale di due reti.

Doveroso iniziare la cronaca dal finale della gara. In un pomeriggio tetro a dare un tono alla giornata ci hanno pensato i ventidue in campo, regalando sorrisi e mugugni alle proprie tifoserie. La gara inizia con alcune novità. In casa cidnea, Bega deve dare il forfait. Al suo posto il paraguaiano Mareco. Per i salentini, Grossmuller vince il ballottaggio con Coppola e per la prima volta in carriera Gianni Munari veste la fascia di capitano, il “numero 8” risulterà poi decisivo nel corso della partita.

Calcio d’inizio e il Brescia spinge sull’acceleratore, mentre il Lecce morde il freno: la mancanza a centrocampo di Vives e Giacomazzi si fa sentire e l’uruguagio Carlos Grossmuller non riesce a fare filtro a centrocampo, cosi iniziano i venti minuti di fuoco targati Diamanti. La seconda punta di Prato all’ 8’ si procura un calcio di punizione: batte, la barriera devia e il pallone si spegne, di poco, a lato del palo sinistro.

L’orologio fa altri cinque giri e l’ex Livorno punge di sinistro, Rosati smanaccia. Sulla ribattuta si avventa Kone che fa la “barba” al palo. Minuto 16’, il Lecce è senza idee e non riesce a contenere. Zambelli punta Mesbah, si accentra, crossa e trova la testa di Caracciolo, che, solissimo (tentativo di fuorigioco errato da parte della retroguardia giallorossa) supera un incolpevole Rosati.
Il tempo di metabolizzare non c'è. Passano tre minuti e su corner di Diamanti, Zoboli, perso in marcatura da Munari, con una capocciata fa 2-0. Uno-due micidiale con un Alessandro Diamanti (emissari di Prandelli per lui oggi a Brescia) incontenibile ed un Lecce lontano parente di quello visto sette giorni fa con la Vecchia Signora. Roberto Rizzo prova a dare la scossa. Getta nella mischia Corvia per un inconsistente Grossmuller, Jeda scala seconda punta, mentre Olivera di accomoda sulla linea dei centrocampisti. La mossa ha effetto, dopo un altro brivido targato Kone, preciso negli inserimenti ma pessimo nella mira, Daniele Corvia trova il quarto sigillo stagionale con un delizioso colpo sotto che beffa Arcari su invito di Munari. I giallorossi si rianimano, ma e’ il Brescia a essere sempre pericoloso: al 33’ ancora Kone manda alto su invito del solito Diamanti. La gara scema fino alla fine del primo tempo regolamentare, con un contatto dubbio in area di rigore leccese tra Mesbah e Zambelli. Squadre negli spogliatoi con un Brescia che per venticinque minuti ha surclassato il Lecce, Caracciolo e compagni devastanti negli scambi nello stretto, ma dopo il goal che dimezza lo svantaggio i salentini ricalibrano la partita.

Il secondo tempo ha inizio e al 48’ Diamanti dalla destra calcia forte una punizione in direzione di Rosati: nessuno tocca e l’estremo difensore ci mette una pezza; il ritmo scema, i padroni di casa provano ad addormentare le trame di gioco, ma il Lecce guardingo al 63’ fa le prove generali del pari. Munari dalla destra crossa, Jeda spizza, la palla giunge all’esterno algerino che calcia forte di prima, ma un intervento super di Arcari nega il bis a Mesbah dopo il goal di domenica scorsa. Il gioco scorre e il Lecce assume il controllo delle operazioni e a tre quarti di gara, il capitano Munari, migliore dei suoi, dopo rimessa laterale sfrutta una dormita della retroguardia bianco-blu entra in area e calcia sul secondo palo ed e’ 2-2.

Da quel momento si palesano le ansie bresciane e l’ordine leccese, fioccano i gialli e le sostituzioni per dare maggiore propulsione. Iachini lancia Eder per Diamanti e Lanzafame, ex Bari, per Hetemaj e una più solida copertura alla formazione di Rizzo, che sceglie Piatti al posto di Bertolacci (risentimento muscolare per lui) e Coppola in campo per Jeda.
La gara scorre fino al 92’ dove l’episodio clou, goal annullato a Caracciolo, terrà banco in settimana nelle moviole di televisioni regionali e nazionali.

Per il Lecce un punto strappato con i denti dopo lo svantaggio iniziale di due reti, per la compagine di Iachini due punti persi, con il rammarico di aver sostituito Alessandro Diamanti, migliore in campo oggi per un opaco Eder.

BRESCIA-LECCE 2-2

RETI: Caracciolo (B) al 17', Zoboli (B) al 18', Corvia (L) al 31'; Munari (L) al 25' s.t.
BRESCIA (3-5-2): Arcari; Zebina, Mareco, Zoboli; Zambelli (dal 43' s.t. Daprelà), Kone, Zanetti, Hetemaj (dal 30' s.t. Lanzafame), Berardi; Diamanti (dal 21' s.t. Eder), Caracciolo. (Leali, Accardi, Vass, Possanzini). All: Iachini
LECCE (4-4-1-1): Rosati; Donati, Gustavo, Fabiano, Brivio; Munari, Grossmuller (dal 24' Corvia), Bertolacci 6 (dal 21' s.t. Piatti), Mesbah; Olivera; Jeda (dal 33' s.t. Coppola). (Benassi, Sini, Rispoli, Chevanton). All: Rizzo (De Canio squalificato)
ARBITRO: Morganti di Ascoli
NOTE: Ammoniti: Gustavo, Zoboli, Corvia, Mesbah, Diamanti. Angoli 7-1 per il Brescia. Recupero: 0' p.t.; 4' s.t.