LECCE – Le pagelle: Lepore, cos’hai fatto? Armellino esce da migliore, in avanti errori da scuola calcio
Le pagelle di Lecce-Siracusa
LECCE:
Perucchini 6,5 – La solitudine dei numeri primi. In partita solo per tre minuti, ovvero quelli intercorsi dalla marcatura-autogol del pareggio aretuseo, sul quale non è perfetto ma di certo ingannato dalla deviazione di Lepore, all’occasione di Parisi che sventa abilmente con una super deviazione. Mette lo zampino almeno sul punto ottenuto, per gli altri 94 minuti è spettatore non pagante
Lepore 4,5 – Il capitano ci ricasca. Aveva già sulla coscienza il patatrac di Caserta, e non si riabilita per nulla, anzi se possibile stavolta la combina ancor più grossa deviando nella propria porta il colpo di testa di De Silvestro. Prova a rifarsi dell’inizio da incubo (non solo per il gol, poiché sbaglia quasi ogni pallone) riprendendo la marcia sulla corsia di destro, riuscendo solo a sfiorare due volte il gol e a fornire altrettanti buoni assist in mezzo a tanti errori
Cosenza 6,5 – Prova a “riappacificarsi” con i tifosi dopo le discutibili dichiarazioni post-Andria esultando come un matto al gol di Marino. E’ l’unica gioia di un match in cui soffre poco e si concentra quasi esclusivamente sulla fase offensiva. Sfiora un gol di testa ed è sempre presente, pur non troppo preciso
Marino 6,5 – Il primo gol in maglia giallorossa è una nota agrodolce di una gara che lo ha visto andare a corrente alternata. Bravissimo a trovare la marcatura di testa dopo soli quattro minuti, poco più tardi rischia di favorire il vantaggio aretuseo con un intervento fuori tempo ed è salvato da Perucchini. Sempre attento di lì in poi, cerca di partecipare stavolta con meno successo allo sfortunato assalto della ripresa
Ciancio 6 – Decisamente meglio di Lepore, nonostante giochi a lungo sulla fascia sbagliata. A sinistra è fuori posto e lo si vede (ma cos’ha Di Matteo?), tutt’altra musica invece quando passa dalla parte giusta. Cross finalmente puntuali che i compagni non sono bravi a sfruttare
Armellino 6,5 – Parte bene, costretto a fare il doppio lavoro vista la poca verve di Mancosu e la giornata nera di Lepore. Chiude un paio di ripartenze potenzialmente pericolose del Siracusa, sfiora il gol da fuori e crea grande scompiglio della retroguardia ospite. Poi, poco prima della mezzora, l’incredibile sostituzione di Liverani che lo cambia con Tsonev. Il tecnico la giustifica come una poca condizione della mezzala napoletana, ma anche alla luce della reazione dell’ex Matera all’uscita dal rettangolo verde il mistero resta
Arrigoni 6 – Anche lui, praticamente perfetto fino a qualche settimana fa, ha subito l’involuzione collettiva, e la manovra ne paga soprattutto all’inizio. E’ comunque sempre presente e prezioso anche con meno idee all’attivo soprattutto a ridosso dell’area avversaria. Chiude da centrale con buoni risultati
Mancosu 4,5 – Divide con Lepore e con gli attaccanti la palma di peggiore della truppa. Inspiegabile come un elemento delle sue qualità riesca a rendersi protagonista di prove del genere, in cui sbaglia anche i passaggi più semplici favorendo più di una volta le insidioso benché infruttuose ripartenze siciliane. In avanti ha almeno due-tre palle buone per colpire che spreca malamente. Irriconoscibile, e sempre nei momenti chiave
Costa Ferreira 6 – Non è un caso che al suo ritorno da titolare si riveda il Lecce non brillare, ma quantomeno creare tante palle gol. Serve l’assist per il vantaggio di Marino e propizia diverse palle gol, mancando però totalmente nel concludere personalmente. Esce esausto dal campo e i giallorossi calano in idee
Di Piazza 4,5 – Crea scompiglio nella difesa di Bianco, ma oltre questo nulla più. L’efficacia delle sue giocate è infatti vicina allo zero, tanto da rendere poco comprensibili i mugugni dagli spalti quando Liverani lo richiama in panca per gettare nella mischia Caturano. Pochi minuti prima, infatti, aveva calciato alto da un metro un pallone solo da spingere in rete
Saraniti 4,5 – Ed è un voto di stima. Costantemente impreciso, costantemente in fuorigioco (e con questo suo modo di giocare vanifica un paio di buone occasioni per i suoi), la punta giallorossa è irriconoscibile, e fa il gioco della difesa aretusea. Sbaglia un paio di gol da ottima posizione, spesso cercando una giocata difficile quando c’era solo da spingerla dentro
Tsonev 6,5 – Buttato nella mischia all’improvviso (sicuramente nemmeno lui se lo aspettava, visto l’impatto con il match), rispetto ad Armellino fa decisamente peggio. Almeno nel primo tempo, perché dopo l’intervallo è tra i più attivi, cogliendo un palo e creando diverse palle gol. Chiude addirittura da difensore centrale quando Cosenza si riversa in attacco
Caturano 5 – La sua mancanza di confidenza non solo con il gol, ma con l’intera area di rigore è a dir poco preoccupante. Rispetto a Di Piazza fa sentire maggiormente (per usare un eufemismo) la sua presenza dal punto di vista fisico, ma ciò porta solo a qualche sponda e un paio di tentativi da rapace d’area quale sembra ormai non essere più. In questi match ci sarebbe stato un gran bisogno del vecchio Caturano
Di Matteo 5,5 – In campo per dare la carica sulla corsia mancina, non va oltre due timidi tentativi. Davvero troppo poco, in questa fase c’è bisogno che torni sé stesso
Tabanelli 5 – Subentra all’esausto Costa Ferreira, e con il suo ingresso saltano gli schemi. Prova a bucare la difesa ospite in un paio di casi, riuscendo a fallire due gol quasi fatti da due passi
Dubickas 5,5 – Ci mette voglia e verve, ma poco più. Cerca soprattutto azione di sfondamento, e quando ha sul destro la palla per lasciare il segno la cicca clamorosamente
All. Liverani 5 – Ormai è in confusione, non è un mistero. Quando sembrava aver finalmente azzeccato la formazione (eccetto un Ciancio a sinistra inerme per oltre un’ora di gioco), prova a inventare la “giocata” cambiando inspiegabilmente Armellino (il migliore fino a quel punto) con Tsonev. Il Lecce visto oggi non è poi tanto pessimo, avrebbe nettamente meritato la vittoria, ma le miriade di palle gol create appaiono frutto del caso, dell’assedio, dei tre attaccanti gettati lì per caso più che del gioco. Gli ultimi dieci minuti con un modulo 4-1-5 sono l’emblema di un momento in cui nessuno a Lecce e dintorni avrebbe immaginato di arrivare
SIRACUSA:
Tomei 8,5 Daffara 5,5 Giordano 6 Altobelli 6 Liotti 6 Parisi 6 Palermo 6 Mancino 5,5 De Silvestro 6,5 Scardina 5,5, Catania 5,5 Bruno 5,5 Calil 5 Grillo 5,5 Bernardo 5,5 Spinelli 6 All. Bianco 5,5
