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LECCE – Moriero: “Io in panchina? Ci andrei subito! Sarebbe un sogno riportare il Lecce in A…”

In una lunga intervista rilasciata ai taccui di TuttoLegaPro.com, Checco Moriero, indimenticato idolo dei tifosi giallorossi e leccese doc, ammette apertamente di sognare la panchina del Lecce: “Ci andrei subito, lo sanno anche i muri che per questa squadra farei di tutto. Lascerei qualunque cosa, ovunque sono per allenarla. Sarebbe una grossa soddisfazione riportare i colori della mia città in A. Chissà che un giorno non si avveri…”.

Poi Moriero si diverte nel raccontare un aneddoto relativo al suo esordio in Serie A: “E’ una storia particolare la mia. Tutto ebbe inizio una sera di agosto del 1986. Io avevo 16 anni e mezzo e stavo in spiaggia, giocando con gli amici. Mio padre invece quel giorno mi cercava su tutte le spiagge, perché dalla società lo avevano chiamato poiché mancavano parecchi giocatori e nel mio ruolo mancava Raise. Ricordo ancora che aveva la fiat 126. Fatto sta che mi trova e mi porta in albergo. Arrivo che erano le 18:30, mentre la partita c’era alle 20:30. In ascensore scendo con il mister di allora, Carlo Mazzone. Ero tutto pieno di me, accanto all’allenatore. Lui mi fa: ‘A pischellè (in dialetto romano significa ragazzino) sei emozionato?’. Io lo guardo e convinto che tanto sapevo di far numero, al massimo andavo in tribuna, gli dico: ‘No mister, io sono tranquillissimo’. Lui non se lo fa ripetere due volte: ‘Tanto nun me frega n’cazzo, oggi giochi’. Poteva crollarmi il mondo addosso, invece ero sereno, poi veramente ho giocato dal primo minuto”.