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SERIE C – Vuole ritrovarsi dopo un’andata sull’altalena e un mercato ambizioso: il Catanzaro di Dionigi

Quinta giornata di ritorno per il Lecce di Fabio Liverani, chiamato a misurarsi domenica pomeriggio tra le mura amiche del Via del Mare con il Catanzaro allenato da Davide Dionigi. Un match tra due squadre che a lungo hanno rappresentato, nel passato più o meno recente, il sud in Serie A, e che ora guerreggiano nella terza serie con ambizioni ben differenti. Se i salentini guardano tutti dall’alto verso il basso e lottano per mantenere lontano il Catania secondo a -4, i calabresi stanno faticando per cercare di stabilizzarsi nella zona playoff che rappresenta l’obiettivo minimo di un club che, reduce da un paio di annate deludenti, in questa sta cercando di rilanciarsi e tornare a far sognare i tifosi.

Quella di dopodomani sarà la trentaseiesima sfida tra LupiAquile, che hanno spesso e volentieri dato vita ad incontri ricchi d’emozioni soprattutto in C, ma anche tra i cadetti. Il bilancio sorride al Catanzaro, avanti 15 vittorie a 11 (9 i pareggi), e questo nonostante il Lecce sia reduce da ben quattro successi consecutivi negli scontri diretti. Prima delle ultime due stagioni infatti i calabresi potevano essere considerati una vera bestia nera per i salentini, i quali hanno dovuto aspettare il 2016 per tornare a battere i rivali dopo 28 anni di astinenza. Considerando i soli match disputati nel Salento, i padroni di casa sono in questo caso in avanti 7-3 (6 i segni “x”) e nel più recente precedente al Via del Mare hanno esultato grazie a un perentorio 3-0 firmato Caturano (doppietta) e Torromino. E’ datato invece 22 settembre 2013 l’ultimo successo catanzarese a Lecce: nell’occasione l’1-2 firmato Marchi, D’Ambrosio e Fioretti costò la panchina a Checco Moriero. In occasione della gara d’andata del torneo in corso, invece, si è registrata la netta affermazione ospite al Ceravolo: 1-3 con gol di Lepore, Torromino, Cosenza e inutile centro a tempo scaduto di Lukanovic.

Proprio la sfida di un girone fa ha rappresentato uno spartiacque fondamentale nella stagione del Lecce, poiché segnò l’esordio con i fuochi d’artificio di Fabio Liverani sulla panchina giallorossa. Una vittoria netta, frutto un gioco già frizzante e spettacolare al cospetto di un avversario che era in forma e puntava ai primi posti. Se quel match non fu decisivo in negativo per il Catanzaro, contribuì comunque alla crisi della gestione-Erra che portò, tre giornate dopo, all’esonero dello stesso a causa dell’inatteso ko nel derby con il Rende, chiaro segnale di come la società del presidente Floriano Noto puntasse a ben altro che assestarsi a metà classifica.

Il nono turno fu dunque quello dell’esordio per Davide Dionigi, che si presentò ai nuovi tifosi con un ko interno per 0-2 con il Matera. Un biglietto da visito non entusiasmante per il giovane allenatore, che nei turni successivi ha comunque trovato la quadratura del suo undici pur senza tornare a raggiungere i più che buoni livelli toccati a inizio stagione con Erra in panca. Il Catanzaro ora viaggia a ritmi continui ma non certo alti, forte di una buona difesa e di un attacco che va a sprazzi. Il suo girone di ritorno è partito con due brutti ko con Casertana e Reggina, a cui hanno fatto seguito i 4 punti arrivati con Juve Stabia e Bisceglie che hanno allontanato l’onta di una nuova crisi. Ora, undicesimi a -1 dagli spareggi promozione, i giallorossi di Calabria puntano a tener lontana la zona pericolosa, ma soprattutto a cercare di avvicinare quel sesto-settimo posto che appare ad oggi il migliore (e comunque difficile) risultato possibile da raggiungere.

Nella recente finestra di mercato invernale il Catanzaro è stato, come preventivabile, tra i club più attivi di Serie C. Sono arrivati Cason, il salentino De Giorgi e l’uruguaiano Sepe in difesa, il gambiano Badije per la mediana e davanti l’esperto argentino Corado e il giovane ex Virtus Francavilla Valotti. Molti di questi elementi saranno protagonisti del 3-5-2 di Dionigi, che poggia su capitan Nordi tra i pali, sulle geometri di Maita, sostenuto da Onescu, a centrocampo e sui gol dello scuola Lecce Falcone e del puntero Infantino.