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IL CORSIVO – Lecce, la sconfitta di Pirro

Bisognerebbe riaggiornare il libro dei modi di dire. La sconfitta patita al “Massimino” dal Lecce, ieri pomeriggio, non solo ha fatto risorgere il Catania, che di imminenti resurrezioni non aveva sinora dato avvisaglie, ma provocherà anche dei danni gravi come una grandinata in giugno, dato che contro la Juve mancherà mezza squadra per squalifica.

Bisognerebbe “ringraziare” anche l’arbitro Romeo, che nella vigilia della festa degli innamorati, ha voluto onorare il suo cognome innamorandosi troppo di se stesso, dei suoi cartellini e del suo fischietto, utilizzati entrambi, in molte occasioni, a sproposito.

Bisognerebbe anche che Ferrario e Di Michele “ringraziassero” il suddetto ufficiale di gara che li ha risparmiati da un’ammonizione quasi sistematica. Il difensore, infatti, è l’unico, tra i diffidati giallorossi, che non salterà la gara di domenica contro Matri e compagni. L’attaccante in Sicilia era assente. Ma bisognerà leggere il referto di gara: potrebbe anche essere che l’arbitro Romeo abbia visto un fallo di mani di Di Michele mentre lavava l’insalata al calduccio di casa sua e che quindi scatti la squalifica anche per l’attaccante di Guidonia.

Contro i bianconeri, è lunga la lista di coloro che saranno assenti “manu Romei”. Jeda, Olivera, Giacomazzi e Gustavo, siederanno in tribuna. Ma la sconfitta di Catania non può essere circoscritta alle esuberanze arbitrali. Ancora una volta i giallorossi hanno mostrato il classico “braccino del tennista”, fallendo le opportunità di ammazzare il risultato sul 2-1 a proprio favore. Prima il palo di Vives, poi alcune ripartenze sprecate, hanno preparato il terreno all’ottimo Lodi, che non si è fatto pregare per trafiggere due volte Rosati e portare a casa tre punti di platino per la sua squadra.

Spiace sottolineare che è il terzo gol preso da Rosati su calcio di punizione, nelle ultime due gare. E, forse, in almeno due occasioni, il portierone di Tivoli non è esente da colpe. Così come spiace sottolineare, oltre alla scarsa cattiveria sotto porta, anche la carenza di attenzione nei minuti finali di tempo, nei quali si è sprecato un patrimonio inestimabile di punti.

I risultati dagli altri campi sono stati l’unica nota positiva della domenica. Perso lo scontro diretto col Catania, restano due i punti di vantaggio sulla zona rossa. Magra consolazione, ma di questi tempi e con certi obiettivi, non si può buttar via niente. Per De Canio, la settimana che porterà alla gara contro la Juve, sarà segnata da una bella sfida: motivare a dovere i rincalzi che scenderanno in campo domenica prossima. La motivazione, a volte, è molto più efficace delle qualità tecniche individuali.