Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

BRINDISI – Un altro addio nello staff biancazzurro

(di Carmen VESCO) – Se ne va anche l’addetto stampa, segno evidente ormai che la situazione del Città di Brindisi sta sfuggendo di mano ai dirigenti. E il responsabile della comunicazione con gli organi di informazione non va via per motivi economici, che di questi tempi non stupirebbe neanche più di tanto. Bensì “in seguito alle affermazioni emerse nel corso di uno spazio televisivo lo scorso martedì. Affermazioni prevaricanti e lesive del mio ruolo” come si legge in una nota.

Nel corso della trasmissione 100 Sport magazine su Studio 100 del martedì è intervenuto telefonicamente il tecnico biancazzurro, Mino Francioso, per difendersi dall’addebito di incapacità di assunzione delle proprie responsabilità a fronte di tante sconfitte. Secondo l’opinione pubblica il mister avrebbe dovuto dimettersi dopo la sconfitta contro il Sant’Antonio Abate cosa che non è avvenuta, anzi lunedì per la seconda volta in meno di una settimana la società riconferma piena fiducia in lui e tutto lo staff. Francioso risponde alle accuse dicendo che a dimissioni presentate la stessa domenica sera non ha fatto seguito ufficiale comunicato. Il ds Giovanni Manzari, ospite nella stessa trasmissione di Fabrizio Caianiello, conferma le dichiarazioni telefoniche del suo mister, evidentemente attribuendo responsabilità all’ufficio stampa. La cosa non va giù comprensibilmente all’addetto stampa che interviene a sua volta telefonicamente per smentire di aver ricevuto informazione circa queste “presunte” dimissioni.

Nella bagarre si finisce per non comprendere se Francioso abbia mai parlato realmente di dimissioni e se così fosse perché l’ufficio stampa abbia “scelto autonomamente” di ignorare la comunicazione. E soprattutto che ruolo abbia in tutto questo il presidente Galluzzo che non ha ancora ufficialmente preso alcuna posizione, anche se dalle parole stesse del comunicato a firma di Roberto Romeo si intuisce che lo stesso solleva dalle colpe i suoi ormai ex dirigenti. Presumibilmente conoscendo le condizioni economiche in cui versa la società comprende che queste ultime rendono a presidente e soci difficile un qualsivoglia ammonimento ufficiale al mister.