LECCE – Con i rigori c’è feeling, con i gol da corner decisamente no. Le statistiche della regular season giallorossa
Mentre il Lecce di Roberto Rizzo è completamente immerso nella preparazione dei playoff (oggi doppia seduta con Doumbia a riposo e Cosenza-Drudi in differenziato), e con la regular season ormai definitivamente alle spalle, è giunto il momento di realizzare una ricapitolazione di quello che è stato il campionato dei giallorossi non solo a fini prettamente statistici, ma anche per avere delle indicazioni circa quelli che sono stati, almeno fino ad oggi, i punti di forza e/o di debolezza della compagine salentina.
Con 37 presenze, Franco Lepore è stato il calciatore più presente della stagione regolare, subito seguito, a quota 36 da Salvatore Caturano. Più staccati gli altri, con il solo Simone Ciancio a superare quota 30 di un’unità. L’elemento più sostituito è Mario Pacilli (24 volte), quello più subentrato Giuseppe Maimone (12). Basso, sotto il profilo realizzativo, l’apporto dato dalla panchina, visto che nessun giocatore è riuscito a realizzare più di un gol in campionato entrando a gara in corso. Nonostante la mini-crisi dell’ultimo periodo, Caturano è anche il miglior realizzatore con 17 centri all’attivo, seguito a 10 dal “gemello” Torromino e a 6 da Lepore, Mancosu e Pacilli. Tutti in gol gli attaccanti, un cospicuo contributo è arrivato anche dalla mediana (ad eccezione dei registi Arrigoni e Fiordilino), mentre clamorosamente a secco è rimasta la linea difensiva. Dalla retroguardia arriva invece, comprensibilmente, il maggior contributo di cartellini. Due rossi a testa per Mirko Drudi e Francesco Cosenza, che è anche il re dei gialli, undici.
Passando alle situazioni di gioco, il Lecce ha dimostrato di avere un ottimo feeling con i calci di rigore. Dal dischetto sono arrivate sette marcature su sette penalty conquistati, mentre dei quattro avuti contro solo uno è stato trasformato dagli avversari (da Saraniti della Vibonese; un rigore a testa parato da Bleve e Perucchini). Straordinaria anche l’abilità e la percentuale realizzativa con tiri dalla distanza: ben quindici gol da fuori area per i giallorossi (9 quelli subiti con la medesima modalità), anche se di questi solo uno è giunto da calcio di punizione (Lepore a Vibo Valentia) contro le 4 reti subite da calcio piazzato. Qualche problema si riscontra invece in contropiede, dove il bilancio è negativo: in cinque casi i salentini hanno trovato il gol in seguito a una ripartenza, e in sette casi il gol è stato subito. Nulla di allarmante, soprattutto se paragonato al ben più preoccupante dato delle marcature fatte e subite sugli sviluppi di un corner o di una punizione indiretta. In questo caso, infatti, il Lecce è riuscito a colpire l’avversario solo quattro volte contro le ben undici in cui ha dovuto raccogliere il pallone dal sacco, ultima quella con la Fidelis Andria. Eppure il punto debole di Caturano e compagni non è certo il colpo di testa di per sé, viste le sette reti realizzate tramite questo fondamentale (solo quattro quelle subite). Per Rizzo ci sarà dunque soprattutto da lavorare su questo fattore, vero grave punto debole di una squadra che, per vincere, deve finalmente trovare un assetto adeguato sulle palle inattive, sia in chiave difensiva che offensiva.
