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VIRTUS FRANCAVILLA – Calabro: “Possiamo giocarci la Serie B, spero sia il sogno di tutti”

Dopo due sconfitte consecutive la Virtus Francavilla vuole rimettersi in moto. Si ripartirà dall’insidioso derby col Monopoli e, oltre a Nzola (squalificato) e Faisca, lungodegente, mancherà anche Abruzzese, vittima di uno stiramento. “Sarà emergenza in difesa – ammette Antonio Calabro. Mancheranno due elementi importanti ma non ci piangiamo addosso, affrontiamo la gara di domani con gli elementi a disposizione e che avranno modo di non far rimpiangere queste assenze”.

Il tecnico, poi, taglia la testa al toro, confessando quale sia il sogno di cui ha spesso parlato in questa stagione ed in cui crede. “Noi abbiamo quarantotto punti, siamo quinti da circa tre mesi e se vado a ripensare al vecchio regolamento che prevedeva andassero ai playoff le prime cinque, in quei campionati di solito la quinta in classifica ed anche la sesta, erano squadre blasonate, con grossi investimenti alle spalle, che avrebbero puntato alla Serie B. Il discorso dell’appagamento, della squadra che ha raggiunto i propri obbiettivi, che noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, a me non va bene per niente. Perché arrivando quinti in classifica possiamo giocarci la Serie B. So che è una lettera che vi fa sobbalzare, ma è la realtà. Questo è il mio sogno – dichiara senza fronzoli Calabro , spero però che sia il sogno di tutti. Poi magari usciremo al primo turno, non è quello il problema, ma lo faremo con entusiasmo, abbracciandoci. Pensare o sentire che noi andremo ad affrontare un Monopoli che avrebbe molto più da perdere rispetto a noi non sta né in cielo né in terra se rapportato al nostro sogno. Questo è il discorso che ho fatto alla squadra. È normale che, se gli altri mettono in campo dieci, noi dobbiamo mettere undici, perché siamo una matricola e dobbiamo andare sempre al massimo per vincere le partite”.

“Questo è il periodo più difficile che stiamo affrontando quest’anno – sottolinea ancora l’allenatore del Francavilla , perché le sconfitte dell’inizio sono arrivate quando eravamo una squadra che non si sapeva cosa avrebbe potuto fare. Oggi noi non vogliamo rovinare nulla, anzi ci piacerebbe migliorare anche se sappiamo che è difficile. Per le assenze ed il momento delicato sappiamo che questa squadra per fare risultato domani, come sono convinto che lo faccia, dovrà mettere in campo una grossa prestazione, al di sopra di tutte le altre fatte fino ad adesso. Il nostro sogno è più grosso di quello degli altri, perciò non dobbiamo mai pensare che una partita si possa perdere o pareggiare perché tanto non cambia nulla. Assolutamente no, per me non è così e spero che tutti la pensino come me”.

Inevitabile il riferimento finale ai tristi accadimenti che hanno riguardato il Taranto. Calabro, come sempre, non si nasconde e lancia un messaggio a tutto il mondo calcistico: “Noi tutti siamo chiamati a lavorare ma dobbiamo stare sempre molto attenti. E nonostante ciò c’è qualcuno che abusa del proprio ruolo per dire cose o strumentalizzare situazioni che non rispecchiano la realtà. Noi vogliamo il fair play, vogliamo che tutto vada bene ma nel momento in cui Padalino va a salutare l’arbitro ed incontra un suo ex giocatore e tranquillamente lo saluta, cosa ha fatto di male? Da una fotografia si è scatenato un caso, un film, sull’uomo che è la cosa più pericolosa. Nel momento in cui, in una partita in particolare, ci sono state invenzioni sul mio atteggiamento, mettendomi a rischio in un territorio in cui io abito, ed ho vissuto momenti di tensione, per una foto in cui io avevo un pallone in mano qualcuno ha inventato che stavo perdendo tempo. Quando quella foto risale al primo tempo e quando io, ogni volta che arriva un pallone nei pressi della panchina, ho una medaglietta porta fortuna, il tempo di prenderla dalla tasca e toccare il pallone. Questo è il calcio per chi lo vive dentro al campo, chi invece da un semplice comportamento vuole tirare fuori la negatività non fa altro che indurre altre persone a pensare male. Viviamo in un ambiente dove ci sono le scommesse, le quote si alzano e si abbassano, se un difensore sbaglia si è venduto la partita, idem se un attaccante sbaglia un gol: stiamo arrivando al limite, è tutto molto pericoloso ragazzi. Bisogna farsi tutti quanti un esame di coscienza – conclude  Calabro , se tutti facessero bene il proprio mestiere queste cose non accadrebbero”.