LECCE – Padalino, su palla inattiva sei da playout! Un punto debole clamoroso da eliminare al più presto
Nel corso di questa stagione, il Lecce di Pasquale Padalino ha dimostrato tanto, dalle indiscusse qualità individuali a precisi identità e carattere di squadra, dalla buona solidità difensiva a un potenziale offensivo invidiato anche in Serie B. Come anche la miglior squadra al mondo, anche i giallorossi, che in un campionato fino ad oggi positivo sono tuttavia spesso inciampati e incappati in non poche difficoltà, hanno i loro punti deboli. Uno in particolare ha assunto nell’ultimo periodo, quando la lotta per il primo posto si fa sempre più serrata e ogni errore pesa come un macigno, dimensioni clamorose: l’inefficienza, sia offensiva che soprattutto difensiva, sulle palle inattive.
Come tante altre squadre partecipanti al girone C del campionato di Lega Pro, anche la Virtus Francavilla è andata a nozze con le incredibili pecche di Cosenza e compagni sui calci da fermo, trovando con Prezioso e Abruzzese i gol che hanno consegnato alla truppa di Calabro una vittoria da raccontare ai nipotini. Per quanto le qualità dei biancazzurri non siano da mettere in discussione, essi sono solo gli ultimi ad aver beneficiato del comportamento dei giallorossi su corner e calci di punizione; comportamento che diventa imbarazzante se si considera che si parla di una squadra da sempre al top della graduatoria. Su 27 gol subiti, 13 sono arrivati da palla inattiva (in 4 casi da calcio diretto): un’enormità. In 9 casi un posizionamento errato della linea difensiva ha portato alla marcatura gli avversari, sugli sviluppi di un tiro da fermo. Ingenuità quasi sempre decisive, che sono infatti costate al Lecce ben nove punti in gare che, al netto di queste gravi imprecisioni, stavano risultando, alla luce dei gol realizzati e delle occasioni create, assolutamente alla portata quando non già quasi vinte. A questo va ad aggiungersi l’altrettanto imbarazzante dato relativo ai gol realizzati sempre da palla inattiva: gol su rigore e punizione esclusi, sono solo 4 su 50 le reti arrivate dopo un corner o un cross da calcio da fermo.
La cosa che preoccupa di più è che non si vede l’ombra di un’inversione di questa preoccupante tendenza negativa. A Francavilla c’era stata l’illusione del gol di Lepore, arrivato in una situazione confusa ma comunque derivante da un angolo a favore, ma seguito purtroppo dal colpo di testa vincente di Abruzzese che ha riportato tutti sulla terra all’amara realtà: il Lecce di Padalino ha un grave problema. Un problema che va risolto, e non tocca certo a noi dire come. Dare suggerimenti banali come un eventuale passaggio dalla marcatura a zona a quella a uomo o come la ricerca di nuovi schemi sulle palle inattive in attacco sarebbe offensivo nei confronti delle qualità del tecnico e del suo staff. Ci limitiamo dunque ad analizzare la realtà: il Lecce si trova nuovamente ad inseguire, e per rimettersi il Foggia alle spalle deve correggere il tiro ridimensionando il prima possibile questo grande problema che si è andato a consolidare nel tempo. Anche perché, dovesse succedere ancora quanto visto anche a Francavilla, potrebbe essere poi troppo tardi per recuperare.
