LECCE – Le pagelle: Marconi, che perla! In difesa una sola sbavatura, Doumbia non lo prendono mai
Le pagelle di Reggina-Lecce
LECCE
Perucchini 6 – Dopo gli straordinari con il Siracusa, un pomeriggio di ordinaria amministrazione. Così si suol dire, almeno, ma solo perché un portiere delle sue qualità non può certo essere impensierito dalla pochezza dei tentativi dei reggini. Che una volta in realtà lo bucano pure, ma ne è incolpevole, facendosi trovare invece pronto sui tentativi, tutt’altro che imprendibili, di Maesano e De Francesco
Ciancio 6 – Solito compitino per il terzino genovese. Un compitino fatto di tanta corsa e una buona attenzione difensiva, certo, ma con una qualità non sufficiente per insidiare la retroguardia amaranto, pure in difficoltà. Ci prova in un’occasione con una bella discesa e niente più. Per il resto qualche affanno su Porcino e un paio di passaggi sbagliati di troppo
Cosenza 7 – Una sicurezza. Di piede, di testa, in scivolata, di irruenza: non importa come, ma sono tutte sue. Appare incolpevole sul gol, unica occasione di fatto in cui la Reggina si fa vedere con convinzione nell’area di rigore leccese. Coralli, nonostante la buona prova, se lo sognerà per più di una notte
Giosa 6 – Buona prova, ma nel primo tempo è il più in affanno tra i giallorossi. Fatica a contenere Coralli, pur non mollando e riuscendoci quasi sempre con secondi o terzi tentativi consecutivi. Il centrale potentino non ci riesce però quando il capitano locale gli sfugge e va a siglare il momentaneo pari, anche se in quell’occasione sembra più abile l’avversario che colpevole lui. Nella ripresa è sontuoso e traccia un confine invalicabile
Agostinone 6 – Torna titolare complici i disastri di Vitofrancesco con Casertana e Siracusa, disputando una discreta prova. Maesano parte bene ma lui tiene botta, uscendo alla distanza con tranquillità e facendosi vedere anche in area avversaria. Certo siamo ancora in attesa di vedere un suo cross che arriva zona-gol, ma meglio di niente
Costa Ferreira 6,5 – Altra prestazione positiva della mezzala portoghese, sempre più nei meccanismi della mediana e del gioco di Padalino. Parte in sordina, toccando pochissimi palloni, ma nel finale di primo tempo ha una buona palla gol che fallisce. Nella ripresa sale in cattedra e diventa leader del centrocampo, mandando in crisi il settore di centro-sinistra della linea arretrata della Reggina
Arrigoni 6,5 – Faro della mediana, se la difesa soffre poco o nulla è anche merito suo. Ad inizio gara ha una buona palla gol che spreca, ma non si abbatte e annulla ogni movimento sulla trequarti calabrese. Alta percentuale di passaggi e contrasti riusciti, chiude in scioltezza
Mancosu 6,5 – Ai margini del gioco nelle ultime due trasferte, si riprende in mano le chiavi della fantasia, con il prezioso contributo nei compagni di reparto. Vicino al gol in ben tre occasioni, è bravo a procurarsele ma sfortunato al momento di concludere. Dinamico e volenteroso, sempre più imprescindibile nel centrocampo di Padalino
Pacilli 6,5 – Rispetto ai centrocampisti, ma anche agli altri componenti del tridente offensivo, è più fuori dal gioco. Soprattutto nel primo tempo, nel corso del quale gioca pochi palloni e non va oltre un paio di palle scodellate in area di rigore. Nella ripresa, come spesso gli accade, cambia musica, fa ammattire un Possenti in netta difficoltà e mette sulla testa di Doumbia la palla del gol-vittoria. Poi sfiora il tris su calcio piazzato, prima di essere sostituito
Marconi 7 – Titolare a sorpresa, sfrutta al meglio l’occasione concessagli da Padalino. Lotta, si batte, apre autostrade per l’inarrestabile Doumbia e tiene benissimo la posizione, dimostrando la sua utilità alla causa. Poi, ciliegina sulla torta, la magia che apre le danze: un siluro volante che si insacca sotto l’incrocio, facendo aprire ancor più una Reggina che trova sì il pari, ma non lo smalto dell’inizio di gara
Doumbia 7,5 – Man of the match, per il gol-vittoria ma anche per la quantità infinita di chilometri macinati e di dribbling riusciti. Pronti-via, lascia Cane sul posto e mette sul macino di Arrigoni la palla del vantaggio, non concretizzata. Poi tantissime sgroppate sulla fascia e buone palle gol create, tra cui la testa impetuosa e maestosa che regala i tre punti al Lecce
Caturano 6,5 – Parte dalla panchina recuperando un po’ di fiato, ma quando è chiamato in causa riesce a dare, eccome, il suo contributo. Gli manca solo il gol per coronare una prova contenuta solo nel minutaggio, e non certo nelle palle toccate e nel dispendio di energia. Sfiora due volte la marcatura, offrendo a Pacilli la sponda preziosa che porta l’11 giallorosso a sfiorare la magia dalla distanza
Lepore sv
Maimone sv
All. Padalino 7 – Finalmente il Lecce torna a convincere, ma soprattutto vince e strappa applausi. I giallorossi soffrono pochissimo e creano tante palle gol, avendo la sola pecca di segnare poco rispetto alle occasioni avute. L’elemento più importante e degno di elogi è però la grinta e la voglia messa in campo da Cosenza e compagni, consapevoli dell’occasione di cui disponevano e stavolta caricati in maniera giusta dalla propria guida tecnica
REGGINA
Sala 7 Cane 4,5 Gianola 5 Kosnic 5,5 Possenti 5 Knudsen 5 Botta 5,5 De Francesco 6,5 Maesano 6 Coralli 6,5 Porcino 5,5 Bangu 5 Leonetti 5,5 Silenzi sv All. Zeman 5,5
