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LECCE – ‘Viviamo strani giorni…’

Lo scoglio Como blocca il Lecce, un pareggio 2-2 che interrompe la serie di cinque vittorie consecutive dei giallorossi e vede la Virtus Entella accorciare le distanze, dopo la vittoria 3-0 dei liguri contro la Reggiana. Mentre la partita si svolgeva e il pallone rotolava sul manto verde del Giuseppe Sinigallia, come ogni, maledetta, trasferta gli ultrà del Lecce vengono lasciati fuori e abbandonati al proprio destino.

La trasferta a Como vede giungere da ogni parte del Nord circa 300 supporter salentini che si ritrovano fuori dallo stadio dei lariani, un parco immerso nel verde dove si staglia un monumento dedicato alla grande guerra, costruito in epoca fascista, e bagnato dal lago dove vista la giornata ancora estiva in molti hanno deciso di approfittarne per combattere la calura. Ai tifosi fuori sede si aggiungono anche gli ultrà arrivati dal Salento, sono una cinquantina carichi e pronti a sostenere la marcia dei giallorossi. Sembrano esserci grandi spiragli per il loro ingresso nello stadio, la società comasca ha creato, dal nulla, il settore “curva giallorossa” per favorire l’afflusso di tutti i sostenitori leccesi, differentemente da quanto successo 15 giorni prima a Treviso. La gente si avvicina ai tornelli, biglietto e documento in mano per colorare la curva di giallo e di rosso. Si entra si appendono gli striscioni e si comincia a schiarire la voce, ma arriva la notizia che gli ultrà non possono entrare. Un manipolo di una trentina di persone abbandona la curva per avvicinarsi il più possibile alla frangia più calda del tifo salentino. Queste persone accompagnano la loro marcia con il coro “fate entrare gli ultrà” scandito con tutto il fiato che i polmoni riescono a mettere a disposizione. La polizia ha formato il suo cordone, mentre qualcuno provvede a togliere gli striscioni apposti precedentemente nel settore leccese. La situazione è convulsa e quella cinquantina di tifosi fuori dallo stadio non ha scampo, si deve rimanere fuori. In quegli istanti finisce il primo tempo, Lecce in vantaggio 1-0.

Nell’intervallo si cerca di approfondire le dinamiche di una domenica che vede nuovamente fuori dallo stadio dei tifosi salentini. La ripresa inizia e si capisce che gli ultrà non entreranno. Si prova a cantare, ma la gente accorsa al Sinigallia fa muro e preferisce fischiare ed inveire contro l’arbitro invece di sostenere a gran voce i dieci in campo. La partita volge al termine con il risultato di 2-2 e i 50 ultrà Lecce rimasti fuori. Un pareggio sul campo, una sconfitta fuori. Il finale è un lento scemare verso le macchine che riconducono a casa dopo i soliti chilometri di trasferta. Questa volta il sottofondo è il lago di Como che placido investe la riva con il suo lento riflusso cancellando le tracce di un’altra domenica dove il calcio moderno ha vinto.