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FASANO – Gennari: “Consapevoli del nostro valore, non ci vogliamo nascondere né in campionato né in Coppa”

Del Fasano è il secondo miglior marcatore in campionato. Meglio di lui è riuscito a fare Domenico Longo, autore, fino a ora, di otto reti. Con le sue sette marcature Pietro Gennari è una delle punte di diamante del reparto offensivo biancazzurro. Non lo scopriamo di certo adesso l’attaccante brindisino. Nella passata stagione, con i suoi gol, è stato determinante per la salvezza del Leverano in Eccellenza. Peccato solo che quell’impresa non sia servita a nulla. Altro giro, altra corsa. Il biancazzurro Gennari l’aveva già indossato. Allora come oggi le aspettative era molto alte, perché se sei il Fasano non puoi accontentarti di recitare un ruolo da comprimaria. Ma oggi, più di allora, le aspettative sono suffragate dai fatti. E i fatti, come diceva John Adams, sono argomenti testardi.

Un inizio così così, poi l’inesorabile risalita, che ha portato la squadra al secondo posto a tre punti dalla capolista Tricase e con una partita ancora da recuperare. È una macchina da gol il Fasano: le tredici reti segnate nelle ultime quattro giornate, subendone solo una, la dicono lunga sulle potenzialità di questa squadra. Che se già poteva vantare una rosa molto competitiva per il torneo, adesso, con l’arrivo di Serri e Anglani non può più nascondersi. “Siamo partiti col piede sbagliato – ammette Gennari -. “La rosa è stata rinnovata, per cui avevamo bisogno di tempo per conoscerci bene e trovare l’amalgama giusto. Dopo una prima fase di rodaggio, adesso abbiamo trovato la quadratura del cerchio e con i nuovi innesti abbiamo potuto colmare alcune lacune. Sappiamo che non siamo gli unici a giocarcela per il campionato, anche perché ci sono state altre squadre più continue di noi, ma siamo consapevoli della nostra forza e vogliamo dimostrare quanto valiamo. Adesso non ci possiamo più nascondere, né in campionato, né in coppa, che è l’altro nostro grande obiettivo”.

E un segnale molto forte il Fasano l’ha dato domenica scorsa con la vittoria per 2-0 sull’Aradeo, che vendica la sconfitta dell’andata. “Sapevamo di affrontare una squadra molto preparata, in grado di imporre il proprio gioco e con ottime individualità. Noi, dal canto nostro, abbiamo giocato a viso aperto, disputando un’ottima partita. A differenza dell’andata siamo più squadra, ci conosciamo meglio. Forse abbiamo qualcosa in più rispetto alle avversarie”. E a proposito di avversarie, qual è quella che lo ha maggiormente impressionato? “Aradeo e Tricase sono le più preparate da tutti i punti di vista, anche se credo che la squadra di mister Mitri sia dotata di maggiore cattiveria agonistica e di più motivazioni. È un campionato particolare: attenzione al Brindisi e alla Salento Football. L’unica certezza è che, almeno fino a ora, non c’è stata l’ammazza campionato”.

Per il Fasano un girone d’andata dai due volti: più bassi che alti nelle prime undici giornate, dove ha collezionato diciotto punti, poi quattro vittorie consecutive. In mezzo, la disfatta interna contro l’Uggiano e la sospensione della gara col Maglie, rinviata al 5 gennaio. Potrebbe aver rappresentato il 4-1 patito contro gli uomini di Mino Portaluri una sorta di spartiacque? “Dopo quella partita ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che da quel momento in poi non potevamo sbagliare più. La sconfitta contro l’Uggiano ci è servita da lezione: ci ha fatto capire che non bisogna mai abbassare la guardia contro nessuna squadra”.

Con il gol segnato all’Aradeo, Pietro Gennari è salito a quota sette in classifica. Un bottino di tutto rispetto, che fa il paio con le otto reti di Longo e le sei di Amodio. Probabilmente saranno in tanti a invidiare mister Laterza, che ha solo l’imbarazzo della scelta. E con l’arrivo di Serri la concorrenza in attacco si è fatta più spietata. Come vive questa situazione Gennari? “Per quanto mi riguarda la vivo con grande serenità: è una concorrenza positiva perché il mister concede le stesse possibilità a tutti e tutti si mettono a disposizione della squadra e dei compagni. Non ci sono invidie, il gruppo è veramente unito. A livello personale, pretendo sempre il massimo da me stesso, qualche gol in più lo potevo fare”.