LAST BET – Lecce, la C è un rischio concreto
L’ombra della retrocessione in Lega Pro torna a incombere sul Lecce. Nella giornata di ieri, la Procura di Bari ha di fatto chiuso le indagini sul derby Bari-Lecce del 15 maggio 2011, vinto dai salentini per 2-0. L’accusa è quella della frode sportiva e vede nell’ex presidente giallorosso Pierandrea Semeraro, Carlo Quarta e Marcello De Lorenzo, coloro che avrebbero architettato il tutto e coloro che si sarebbero serviti di Andrea Masiello per portare in porto la combine.
Semeraro, in compagnia del legale avv.: Saverio Sticchi Damiani, il 18 luglio prossimo comparirà davanti al procuratore federale Stefano Palazzi con l’obiettivo di difendere il Lecce da quest’accusa, che, venisse confermata, precipiterebbe la squadra verso la Lega Pro. I pm Angelillis e Laudati affermano che Semeraro, in qualità di presidente del Lecce e in collaborazione con Carlo Quarta, avrebbe offerto 300mila euro a Masiello, pagati in diverse rate, per assicurarsi la vittoria del match
I primi 50mila euro sembra siano stati consegnati da Semeraro e Carlo Quarta a Masiello e Carella, all’Hotel Tiziano di Lecce, il 22 agosto 2011. Il resto sarebbe stato servito in comode rate da 20mila euro, ciascuna da Quarta a Carella, durante alcuni incontri sulla tangenziale di Bari e, sempre a opera di Quarta, in una località del nord d’Italia a Masiello.
Marginale è invece, secondo quanto trapela da fonti investigative, la posizione di Andrea Starace per il quale si profila la richiesta di archiviazione.
